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20 giu 2022
20 giu 2022

Siccità, verso il razionamento dell'acqua: probabili ordinanze regionali al Nord

La Conferenza si mobilita per chiedere lo stato di emergenza: "Privilegiare l'uso idrico per bisogni primari e agricoli"

20 giu 2022
Il torrente Polcevera in secca in larga parte del suo percorso a causa della siccit�, Genova, 20 giugno 2022.  ANSA / Luca Zennaro
Liguria, il torrente Polcevera in secca (Ansa)
Il torrente Polcevera in secca in larga parte del suo percorso a causa della siccit�, Genova, 20 giugno 2022.  ANSA / Luca Zennaro
Liguria, il torrente Polcevera in secca (Ansa)

Roma, 20 giugno 2022 - Il razionamento dell'acqua in Italia è più che un'ipotesi. Con le previsioni meteo che non promettono nulla di buono, le regioni del Nord starebbero valutando la possibilità di emettere delle ordinanze in questo senso per contenere gli effetti della grande siccità. Nel concreto questo implicherebbe provvedimenti come il divieto di riempire le piscine, o l'indicazione a privilegiare l'uso dell'acqua per i fabbisogni primari. L'argomento è sul tavolo della Commissione delle politiche agricole della Conferenza e le misure eventuali sono tutte da definire. Se ne parlerà domani alla Conferenza delle Regioni convocata alle 13 dal Presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga e nei successivi incontri con il Governo in Conferenza unificata (alle 17) e nella Stato-Regioni (alle 17,15). L'assessore veneto all'Agricoltura, Federico Caner, coordinatore della commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, ha fatto sapere oggi che le Regioni si preparano a chiedere al governo lo stato di emergenza. 

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Stato di emergenza

La dichiarazione dello stato di emergenza "serve ad attivare le disposizioni di legge che prevedono l'uso prioritario dell'acqua per l'alimentazione e l'agricoltura, escludendo quello per la produzione di energia, così da evitare richieste di risarcimenti per i mancati guadagni alle compagnie", spiega Caner. In alcuni territori ci sarebbero già accordi con le aziende energetiche per l'aumento della percentuale di uso di acque lacustri a scopi umani o agricoli. I governatori sollecitano anche la mobilitazione di fondi del Pnrr per creare nuovi invasi. 

Di tutta la questione si sta occupando l'esecutivo. "La situazione è delicata", ammette il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. "Oggi ci sarà un importante incontro tra i capi di gabinetto di tutti i Ministeri coinvolti: Mipaaf, Mite, Mef, Affari Regionali. Poi - ha concluso - ci aggiorneremo a livello politico". 

Il razionamento è già realtà

Il razionamento idrico notturno è di fatto già realtà in alcuni Comuni di Piemonte e Lombardia, dove si è passati all'approvigionamento con autobotti, ma anche in provincia di Pordenone, lungo il fiume Meduna. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha già chiesto ai cittadini di "fare uso parsimonioso di un bene prezioso come l'acqua, evitando gli sprechi e quindi facendo la propria parte per gli utilizzi di tipo civile". Il Piemonte ha chiesto l'aiuto della Val d'Aosta per ma senza risultati. "Anche noi stiamo riscontrando gravi criticità dovute alla carenza idrica", ha fatto sapere il governatore Erik Lavevaz. Anche il Lazio lancia l'allarme: secondo il governatore Nicola Zingaretti nel territorio di Ato 2 (ovvero Roma e provincia, ndr) "la situazione è grave, al massimo entro mercoledì procederemo alla proclamazione dello stato di calamità che darà strumenti utili a prelievi, ci auguriamo limitati". Al momento, ma solo al momento, è scongiurata la turnazione nell'uso dell'acqua. 

Siccità, qual è la situazione 

La siccità è il risultato dell'aumento delle temperature, della scarsità di piogge combinata con la riduzione di neve e ghiacciai: la tempesta perfetta. Il Nord vive una carenza idrica drammatica. Il livello del Po è sceso sotto ai minimi storici con l'acqua del mare che dalla foce è risalita per 15 chilometri. Un disastro per l'agricoltura, tanto che in Veneto è stato necessario attivare le pompe mobili per l'irrigazione. La Coldiretti stima che nella pianura Padana è minacciato oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell`allevamento. A rischio i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e foraggi per l`alimentazione degli animali. In grave crisi anche i laghi del Nord, con il Maggiore che ha appena il 19,5% di riempimento dell`invaso (negli ultimi tre giorni è sceso di un metro) e quello di Como ha solo il 17,6%.

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