Francesco Ginese, ferito a morte scavalcando per entrare al rave de La Sapienza (Ansa)
Francesco Ginese, ferito a morte scavalcando per entrare al rave de La Sapienza (Ansa)

Roma, 23 giugno 2019 - E' morto dopo un giorno di agonia il 26enne che, ieri pomeriggio, è arrivato al Policlinico Umberto I in gravissime condizioni in seguito alla recisione dell'arteria femorale. Il giovane si è procurato la ferita che gli è stata fatale infilzandosi mentre tentava di scavalcare per entrare ad un rave dell'Università La Sapienza di Roma, senza pagare il biglietto. Il quadro clinico, nonostante l'operazione d'urgenza, è sempre rimasto estremamente critico, fino al decesso. 

Per salvare Francesco Ginese era subito scattata una gara di solidarietà, anche attraverso i social, per la raccolta di sangue. Anche sulla pagina Fb della 'Notte Bianca alla Sapienza" era stato rilanciato l'appello di amici e conoscenti di Francesco. "Ieri sera, mentre era in corso l'iniziativa, un ragazzo è rimasto ferito in un incidente ed è stato immediatamente soccorso dall'ambulanza prevista per l'evento. Francesco è ora in ospedale e ha bisogno di aiuto. Condividiamo e rilanciamo l'appello dei suoi amici per la raccolta di sangue", era stato comunicato.

L'Università la Sapienza, interpellata in merito alla morte del giovane ha spiegato: "Quando l'Ateneo ha notizia dell'organizzazione di eventi non autorizzati, provvede sempre, come anche nel caso in questione, ad una preventiva formale comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza. Inoltre, qualora tali eventi non autorizzati dovessero effettivamente svolgersi, contravvenendo al Regolamento in materia e/o forzando gli accessi agli spazi universitari, l'Ateneo procede sempre a presentare un esposto alla Procura della Repubblica" . "Infine" puntualizzano "alla Sapienza è presente un servizio di vigilanza e un sistema di videosorveglianza che consente di allertare immediatamente le autorità competenti in caso di manifestazioni non autorizzate e di produrre documenti video che vengono, su richiesta, messi a disposizione delle stesse autorità. Rattrista grandemente che nonostante i ripetuti moniti, divieti e denunce a evitare comportamenti non consentiti e rischiosi per l'incolumità, si sia verificato un gravissimo incidente che è costato una giovane vita".

Giovanni Donzelli, parlamentare e responsabile nazionale organizzazione di Fratelli d'Italia ha commentato: "Le università non possono essere ostaggio dei collettivi e dei centri sociali. È ormai un problema di ordine pubblico. Se ne occupi il ministero dell'Interno". Così annuncia una interrogazione in commissione al ministro Salvini in seguito al decesso del giovane: "I collettivi di estrema sinistra usano ripetutamente l'ateneo La Sapienza a Roma come locale a cielo aperto per feste illegali e a pagamento. Il rettore ha più volte denunciato pubblicamente la situazione fuori controllo. Da articoli di stampa si apprende che avrebbe anche avvertito ufficialmente la Questura", si legge nella interrogazione parlamentare firmata anche da altri colleghi di Fratelli d'Italia tra cui il responsabile cultura del movimento di Giorgia Meloni, Federico Mollicone. E ancora: "Cosa ha intenzione di fare il ministro Salvini per far rispettare la legge all'interno de La Sapienza e delle Università italiane troppo spesso in balia dei collettivi universitari?".

Di tutt'altro tono il ricordo della viceministra dell'Economia e delle Finanze, Laura Castelli: "Sono profondamente addolorata dalla scomparsa di Francesco, un bravo ragazzo, che ho conosciuto personalmente e che consideravo un amico. Lo sono ancora di più per le circostanze in cui questo è avvenuto. Ai familiari, e a tutti gli amici, un forte abbraccio e il mio cordoglio".