Ravanusa, 14 dicembre 2021 - Prima Calogero Carmina, 59 anni, poi il figlio Giuseppe: dopo giorni di ricerche da parte dei Vigili del fuoco e dei volontari, sono stati ritrovati, tra le macerie di Ravanusa, gli ultimi due dispersi dell'esplosione di sabato scorso. Entrambi i corpi erano nel garage del palazzo esploso a causa, secondo chi indaga, di un ingente accumulo sotterraneo di gas. A indirizzare i vigili del fuoco nel locale, posto sotto l'edificio di quattro piani, era stata la moglie di Giuseppe che aveva accompagnato il marito, il quale doveva prendere velocemente la Volkswagen. La donna si era allontanata e poco dopo è avvenuta l'esplosione.

Il bilancio conclusivo della tragedia è quindi di 9 vittime, per le quali domani è stato proclamato ad Agrigento il lutto cittadino. La città dei Templi si stringe alla comunità dell'Agrigentino in questo momento di grande dolore "per esprimere cordoglio e partecipazione al sindaco e all'amministrazione comunale". Domani saranno spente tutte le luminarie, le bandiere degli edifici pubblici comunali verranno esposte a mezz'asta. Il sindaco Francesco Miccichè invita le attività produttive cittadine a non accendere gli addobbi natalizi delle loro attività. Sarà osservato, in tutti i luoghi pubblici, alle ore 12, un minuto di silenzio.                        

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Sindaco: "Ora la verità"

"Abbiamo sperato fino all'ultimo. Purtroppo è finita nel modo più tragico con 9 morti. La ferita è grande, adesso è importante accertare la verità e dare conforto ai familiari". Lo ha detto il sindaco di Ravanusa, Carmelo D'Angelo, dopo il ritrovamento stasera degli ultimi due dispersi, padre e figlio, Calogero e Giuseppe Carmina: nove i morti, più il piccolo Samuele nel grembo della madre al nono mese di gravidanza.

Allarme sciacalli

Sette o otto sospetti sciacalli sono stati visti aggirarsi nei pressi delle abitazioni sgomberate, senza alcun titolo o ragione per farlo. I carabinieri li hanno identificati e allontanati, senza segnalarli. Intensificati i controlli: " Vogliamo tutelare i beni e soprattutto la serenità di questa gente che è molto provata", dice il capitano Augusto Petrocchi,  comandante della compagnia carabinieri di Licata. "Residenti che spesso sono venuti con un trolley per recuperare le cose più importanti... tutta una vita in un trolley... un dramma grandissimo", aggiunge. "È questa gente e la loro serenità che dobbiamo e vogliamo tutelare. Per questo continueremo a garantire la nostra presenza. Noi ci siamo". Alcuni sfollati sono stati quindi accompagnati nelle loro abitazioni per recuperare, laddove possibile, alcuni oggetti. Fra quelli portati via dalla devastazione anche un albero di Natale. 

Decreto di sequestro

Nel frattempo, è pronto il decreto di sequestro dell'area del disastro: per essere operativo dovranno essere recuperati gli ultimi due dispersi. A quel punto l'area sarà liberata massivamente dai detriti, inibita del tutto e potrà agire la squadra di periti chiamata a contribuire a definire le cause dell'esplosione e la natura dell'innesco. Le indagini sono state delegate ai carabinieri che ipotizzano un accumulo sotterraneo di una grande quantità di gas. L'inchiesta contesta i reati di disastro e omicidio colposi.