Ravanusa, 12 dicembre 2021 - Tre morti e sei dispersi, tra cui una donna incinta. È il tragico bilancio, che si aggrava di ora in ora, dell'esplosione avvenuta ieri sera a Ravanusa, nell'Agrigentino. Una palazzina di 4 piani è andata distrutta, tre quelle gravemente danneggiate dalla deflagrazione causata - pare - da una grossa fuga di gas dalla tubatura del metanodotto. Coinvolto nello scoppio un intero isolato: nella notte i sono stati spenti diversi incendi che si sono sviluppati, in giornata il sindaco Carmelo D'Angelo ha parlato di 200 sfollati. Sono decine le famiglie che abitano nella zona attorno a via Trilussa, dove è avvenuta l’esplosione, e che dopo lo scoppio sono senza energia elettrica e quindi senza acqua. “Non sappiamo come entrare in casa - dice la signora Rosalia Cacioppo - perché non c’è luce e neppure acqua”. Le ultime notizie arrivano dai vigili del fuoco che continuano a scavare senza sosta tra le macerie. "Fino a questo momento non abbiamo sentito alcuna voce provenire dalle macerie ma non perdiamo la speranza", ha detto il capo della comunicazione dei vigili del fuoco Luca Cari parlando con i giornalisti. "Ogni tanto i soccorritori si fermano per ascoltare in silenzio eventuali voci provenienti dalle macerie. Ma fino ad ora non se ne sono sentite". 

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"Odore di gas"

La procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta per disastro e omicidio colposo e ha messo sotto sequestro un'area di almeno 10mila metri quadrati. Il consigliere comunale Giuseppe Sortino racconta al telefono: "Da giorni, ho saputo, alcuni cittadini avevano lamentato puzza di gas, nella zona dove è avvenuta la tragedia. Ma ho verificato con il Comune e con l'azienda, non risulta arrivata nessuna segnalazione ufficiale".  

L'inchiesta

Sono tante le domande in attesa di una risposta. Cosa ha provocato la rottura della tubatura del metano? La rete di distribuzione del gas, installata nel 1984, era a norma? La manutenzione ordinaria e straordinaria è stata fatta? Come e da chi? E a quando risalgono gli ultimi interventi? Uno dei sopravvissuti alla strage, Calogero Bonanno, che si trovava in un appartamento adiacente ad una delle palazzine crollate, ha dichiarato: "Alcuni vicini mi hanno detto che si sentiva odore di gas". 

Ancora non è possibile però arrivare a conclusioni. Il gas come è noto è inodore. Per renderlo percepibile all'olfatto si aggiunge una sostanza definita 'odorizzante', usata a volte per fare le prove di tenuta. 

Nessun tipo di segnalazione, riferita a perdite di gas, è mai giunta al servizio di pronto intervento nell’ultima settimana, fa sapere Italgas. "La rete di distribuzione di Ravanusa è stata ispezionata interamente sia nel 2020, sia nel 2021”, chiarisce una nota. 

Ravanusa, chi sono le vittime

Morti, dispersi e superstiti

Due donne sono state estratte vive dalle macerie: un'anziana di 80, Rosa Carmina, ricoverata poi all'ospedale di Licata con gravi fratture e la cognata, Giuseppina Montana, che i soccorritori sono riusciti a rintracciare dallo squillo del cellulare. Purtroppo con il passare del tempo le macerie hanno restituito anche i corpi di Pietro Carmina (68 anni), prof di storia e filosofia all'Istituto Foscolo di Canicattì, Enza Zagarrio, 69 anni, e Calogera Gioachina Minacori, 59 anni. Il lavoro dei soccorritori prosegue senza sosta per cercare di trovare gli altri dispersi tra cui una giovane assistente sociale al nono mese di gravidanza e il marito che erano andati a fare visita ai genitori di lui. Le ricerche andranno avanti tutta la notte.

ll sindaco Carmelo D'Angelo ha invece escluso la presenza di bambini all'interno dell'edificio. "Per fortuna non ci sono bambini tra i dispersi. La notizia secondo la quale ci sarebbero stati due minorenni tra le macerie della palazzina crollata ora è stata smentita", ha detto. D'Angelo ha ricevuto una telefonata da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha espresso "massimo sostegno" al primo cittadino di Ravanusa. Vicinanza l'hanno espressa anche il presidente della Camera, Roberto Fico e quella del Senato, Elisabetta Casellati. 

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Le cause dell'esplosione

Le prime squadre dei pompieri arrivate hanno riscontrato una grossa perdita di metano. "A innescare l'esplosione potrebbe essere stata anche l'attivazione dell'ascensore - ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino -. Nei prossimi giorni faremo accertamenti più approfonditi,  certo è che un'esplosione così è un evento eccezionale". Tra le cause della rottura del tubo potrebbe esserci il maltempo o uno smottamento del terreno. La Italgas, società che si occupa della distribuzione del gas, ha provveduto a mettere in sicurezza l'intera area.

Curcio: "Nessuno sarà lasciato solo"

Questa mattina, sul luogo dell'eplosione si sono recati il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il capo del Corpo dei vigili del fuoco Guido Parisi e il governatore siciliano Nello Musumeci. "Ho avuto mandato dal presidente Draghi di informarlo puntualmente. Nessuno sarà lasciato solo. Dobbiamo fare di tutto per salvare vite e restituite alle famiglie i propri cari", ha detto Curcio.