Matteo Boe (a destra) col cantante-pastore Gigi Sanna (Ansa)
Matteo Boe (a destra) col cantante-pastore Gigi Sanna (Ansa)

Roma, 20 febbraio 2019 - Divenne famoso perché fu l’unico detenuto a riuscire a evadere dal carcere di massima sicurezza del’Asinara, riacquistata la libertà dal giugno 2017, da un paio di settimane frequenta un corso di formazione per ottenere l’attestato di frequenza come guida ambientale escursionistica. È Matteo Boe, 61 anni, uno dei principali esponenti del banditismo sardo. Il 2 luglio del 1983, Boe partecipò al rapimento della 17enne Sara Niccoli a San Gimignano, in provincia di Siena. Proprio per questo rapimento Boe fu condannato a 16 anni e poi riuscì ad evadere dall’ Asinara.

L’ex primula rossa fu coinvolto anche nel rapimento dell’imprenditore romano Giulio De Angelis e in quello di Farouk Kassam, che a 7 anni venne tenuto prigioniero per sei mesi. E per questo Boe fu condannato a 30 anni di carcere. La nuova vita di Matteo Boe comincia alle 9 del mattino in una palazzina al numero 39 di viale Repubblica, strada principale del quartiere un tempo periferico di Monte Gurtei, a 500 metri dal carcere di Badu ‘e carros. L’ex bandito di Lula, in libertà dopo aver scontato 25 anni di carcere, da un paio di settimane si presenta puntuale nelle aule della Evolvere srl, società specializzata in corsi di formazione.

Con lui ci sono una ventina di corsisti, donne e uomini, in maggioranza ben più giovani di Boe. Partecipano a un ciclo di lezioni, in aula e sul campo, per diventare guida ambientale escursionistica e iscriversi così al registro nazionale della principale associazione di categoria, l’Aigae. I corsisti non saranno però guide ambientali così come le intende la legge regionale del 2006 che ha istituito uno specifico albo, al quale si accede in base a un concorso (l’ultimo è del 2013) che dovrebbe essere bandito entro l’anno. Si tratta di un corso a pagamento (costa 1.400 euro), della durata di 304 ore, e si concluderà prima dell’estate. Nonostante l’età durante le escursioni boe è apparso in perfetta forma fisica, agile e scattante. Si allenava in carcere ma ha continuato a tenersi in forma anche fuori, una volta uscito di prigione e fatto rientro a Lula, il suo paese natale.

Nell'estate scorsa, il nome di Boe salì all’onore delle cronache per un primo tentativo di rifarsi una vita. I pastori sardi, guidati dal cantante Gigi Sanna, si offrirono di donare una pecora ciascuno a Boe, secondo ‘sa paradura’, l’antico gesto di solidarietà comunitaria tipico tra gli allevatori dell’isola. Boe dunque aspirava a diventare pastore. E però le polemiche sui social stroncarono sul nascere la possibilità che l’ex bandito di Lula avesse un suo gregge. "Rinunciamo – dissero i pastori – per non consentire ai leoni da tastiera di denigrare un uomo che ha già pagato per i suoi errori". Ora, per Boe, potrebbe cominciare davvero una seconda vita. Anche questa volta immerso nella natura della sua Sardegna.