1 mag 2022

Rapita, drogata e uccisa dai clan Quattro indagati dopo 47 anni

Como, la 18enne Cristina Mazzotti fu sequestrata nel ’75 dalla ’ndrangheta. Il corpo venne ritrovato in una discarica

gabriele
Cronaca

di Gabriele Moroni Per quaranta giorni la sua tomba è una buca. Il sudario, a coprirla, una bambola rotta. Lo scheletro di una carrozzina la croce, in quell’orrida discarica a Galliate, nel Novarese. La sera fissata per restituirla alla libertà, Cristina Mazzotti non prende sonno. Le fanno inghiottire alcune compresse di Valium, l’ordine è di consegnarla addormentata. Racconterà uno dei carcerieri: "Non saprei dire cosa sia successo, forse si trattò di una dose eccessiva per quel fisico già tanto debilitato. Fatto sta che ebbe un collasso. E accadde l’irreparabile". A quasi mezzo secolo il gusto tragico di un orrore mai cancellato: la procura di Milano ha avviato una nuova inchiesta (la terza) per il sequestro e la morte di Cristina Mazzotti, prima donna a essere rapita al Nord Italia. Sono indagati per omicidio volontario Demetrio Latella, Giuseppe Calabrò, Antonio Tàlia, Antonio Romeo. L’"irreparabile" per Cristina Mazzotti inizia la notte fra il 30 giugno e il primo luglio 1975. Ha diciotto anni. Sta rientrando nella villa di famiglia a Eupilio, nel Comasco, dopo la festa per la promozione in terza liceo. Una Giulia 1750 e una Fiat 1550 si affiancano alla Mini dove Cristina viaggia con gli amici Emanuela e Carlo, la bloccano. Scendono in due, armati e mascherati con passamontagna. "Chi è Cristina Mazzotti?". "Sono io", risponde lei timidamente. Legano i due amici e fuggono con Cristina. In quella Italia la violenza politica è divisa fra Brigate rosse e Nar. Si è avviata la lunga stagione dei sequestri di persona. Nel 1970, dopo le rivolte nelle carceri di Linosa e Lampedusa, la magistratura ha deciso di trasferire il domicilio coatto dei malviventi dalle isole al settentrione delle penisola. È stata una diaspora di mafiosi e banditi al nord. Le famiglie e anche i parenti meno stretti li hanno raggiunti. I clan ...

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