Lanciano (Pescara), 18 giugno 2019 - Chiederete un risarcimento? “Assolutamente no”. Avete un avvocato? “No, questa è stata una scelta chiara e precisa”. Bastano queste risposte a capire la tempra di Carlo Martelli, 69 anni, e della moglie Niva Bazzan, riminese, sua coetanea. Ricordate, era la notte tra il 22 e il 23 settembre 2018, sabato sulla domenica. Un’alba di terrore. La coppia venne sorpresa nel sonno nella villa di Lanciano; picchiata, legata e torturata. Lui pestato a sangue, il volto irroconoscibile, una vertebra rotta, una prognosi di 40 giorni; lei mutilata all’orecchio destro con una roncola, l’udito ne risentirà per sempre. Carabinieri e squadra mobile hanno raccolto prove schiaccianti su sette rumeni. Sei sono accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime e sequestro di persona; uno deve rispondere di favoreggiamento. I legali hanno chiesto per tutti il rito abbreviato. Lunedì prossimo è stata fissata l’udienza preliminare. I Martelli non ci saranno, hanno deciso di non costituirsi parte civile.
“Mia moglie non so ma io non andrò in tribunale - confida Carlo Martelli -. Vorrei evitare di vedere quelle persone, di essere costretto a ricordarmi le loro facce, che magari rivedrò in giro. Oggi non saprei riconoscerli. Mi basta così”. Parla con pacatezza, nessun accenno di risentimeno - “mai provata rabbia” -, lo stesso comportamento tenuto da marito e moglie nei giorni del dramma. Persone speciali, “perché hanno avuto quel particolare coraggio di sacrificare una parte di se stesse per dedicarsi agli altri o per riaffermare il valore della vita”. Sono le parole che fanno da didascalia all’ultimo riconoscimento ricevuto dalla coppia, scelta dalla onlus “Domenico Allegrino” come testimonianza di straordinaria umanità per il premio "Sì all'Uomo". Si sono trovati insieme a Marta Edda Valente, l’ingegnere 33enne di Bisenti (Teramo) scampata miracolosamente al terremoto dell’Aquila, estratta viva dalle macerie dopo 23 ore. Nell’occasione del premio - intitolato al compianto sindaco di Pescara - Niva Bazzan e Carlo Martelli hanno ripetuto la loro sorpresa per le continue manifestazioni di affetto e solidarietà, da ogni parte del Paese. Ad ascoltarli, ogni volta si resta impressionati dal racconto dell’orrore e dall’equilibrio dimostrato. Allenati per tutta la vita a fare il bene, lui presidente dell’Anffas a Lanciano, la moglie impegnata nella stessa missione. Un impegno nato in casa. La nascita di Stefano, il terzo figlio, disabile, è stata la spinta a fare di tutto per sostenere le difficoltà insormontabili delle famiglie. Il ragazzo non venne toccato dai banditi, in quell'alba maledetta. Confida Niva Bazzan, pensando alle prossime scadenze della giustizia: “Un po’ ci pensi, avresti piacere che la cosa non passasse così inosservata, alla leggera. Speriamo che i giudici diano la giusta importanza a quel che è successo. Questi non devono più arrivare ad atti simili, non parlo tanto per noi ma per il futuro”.