I rilievi dei carabinieri in via Macchi a Milano, dove un uomo è stato ucciso durante una tentata rapina
I rilievi dei carabinieri in via Macchi a Milano, dove un uomo è stato ucciso durante una tentata rapina
di Nicola Palma Rapinato e ucciso a due passi dalla stazione Centrale di Milano. Raid mortale nel tardo pomeriggio di ieri in via Macchi, a poche centinaia di metri dal luogo in cui la notte tra il 27 e il 28 aprile 2018 fu derubato e ucciso a coltellate il giovane bengalese Samsul Haque. Un incubo che ritorna. Stessa dinamica, stesse strade. Stavolta la vittima è il sessantacinquenne Stefano Ansaldi, ginecologo, originario di Benevento ma residente a Napoli, a terra con la gola...

di Nicola Palma

Rapinato e ucciso a due passi dalla stazione Centrale di Milano. Raid mortale nel tardo pomeriggio di ieri in via Macchi, a poche centinaia di metri dal luogo in cui la notte tra il 27 e il 28 aprile 2018 fu derubato e ucciso a coltellate il giovane bengalese Samsul Haque. Un incubo che ritorna. Stessa dinamica, stesse strade. Stavolta la vittima è il sessantacinquenne Stefano Ansaldi, ginecologo, originario di Benevento ma residente a Napoli, a terra con la gola tagliata: secondo una prima ricostruzione, è stato aggredito alle spalle da due uomini, descritti come nordafricani sui 30-35 anni, mentre stava camminando lungo il percorso pedonale ricavato da una ditta edile che sta realizzando lavori di ristrutturazione nel palazzo all’angolo con via Scarlatti.

L’agguato è durato pochi secondi, alle 18. La vittima è stata accoltellata al collo, anche se al momento non risulta gli sia stato rubato qualcosa: sul posto sarebbe stato trovato l’orologio che aveva al polso. I primi ad accorgersi dell’accaduto sono stati due ragazzi, che hanno subito chiamato il 112: "L’ho visto accasciarsi all’improvviso". In un lago di sangue. Purtroppo l’intervento dei sanitari del 118 si è rivelato vano: l’uomo era già morto. Poco dopo, un altro allarme è scattato in via Boscovich, lì a due passi: un settantaduenne che stava rincasando è stato bloccato, buttato a terra e rapinato di cellulare e orologio. Il forte sospetto è che gli episodi siano collegati. Poi i due sarebbero scappati in metrò, senza disattivare lo smartphone: i carabinieri si sono subito messi sulle loro tracce, seguendo il segnale inviato dal telefono.

I rapinatori sono arrivati in corso Buenos Aires, arteria dello shopping strapiena di persone a quell’ora, e si sono infilati nella stazione Lima della metropolitana rossa; hanno preso un treno diretto verso il capolinea di Sesto San Giovanni, sono scesi e sono risaliti sul convoglio che stava partendo nella direzione opposta. A Bisceglie, altro capolinea, i militari hanno fatto scendere donne e bambini e controllato tutti gli uomini presenti in quel momento, ma non c’era traccia dei due assassini, probabilmente scesi qualche fermata prima dopo essersi disfatti del cellulare. Nel frattempo, gli esperti del Ris hanno effettuato i rilievi sul luogo dell’omicidio: trovato un coltello da cucina, ma forse non si tratta dell’arma del delitto, bensì di un’altra lama che uno dei due aveva con sé al momento dell’aggressione.