Fernando Renè Caovilla, 83 anni, è tra i calzaturieri italiani più noti al mondo
Fernando Renè Caovilla, 83 anni, è tra i calzaturieri italiani più noti al mondo
di Massimiliano Crosato Continua l’ondata di rapine a mano armata nelle ville palladiane dei ricchi imprenditori veneti disseminate in quel territorio di mezzo fra le province di Treviso, Venezia e Padova e lungo la Riviera del Brenta. E proprio qui, lungo le rive del fiume che collega Padova a Venezia, a Stra, l’altra sera è toccato al riconosciuto “re della scarpa gioiello“ famoso in tutto il mondo, Fernando Renè Caovilla, subire la sgradita visita di quella che pare essere una banda ben organizzata e iperspecializzata nell’assaltare le dimore abitate dai milionari veneti. Anche la rapina a casa Caovilla ricalca infatti il canovaccio delle altre compiute il mese scorso nel Trevigiano, a Preganziol e a Mogliano Veneto. Erano circa le 20.30 quando due rapinatori a volto coperto sono penetrati...

di Massimiliano Crosato

Continua l’ondata di rapine a mano armata nelle ville palladiane dei ricchi imprenditori veneti disseminate in quel territorio di mezzo fra le province di Treviso, Venezia e Padova e lungo la Riviera del Brenta. E proprio qui, lungo le rive del fiume che collega Padova a Venezia, a Stra, l’altra sera è toccato al riconosciuto “re della scarpa gioiello“ famoso in tutto il mondo, Fernando Renè Caovilla, subire la sgradita visita di quella che pare essere una banda ben organizzata e iperspecializzata nell’assaltare le dimore abitate dai milionari veneti. Anche la rapina a casa Caovilla ricalca infatti il canovaccio delle altre compiute il mese scorso nel Trevigiano, a Preganziol e a Mogliano Veneto.

Erano circa le 20.30 quando due rapinatori a volto coperto sono penetrati nella proprietà scavalcando il muro di cinta – a quell’ora non ancora sorvegliato dal sistema d’allarme estwerno – hanno attraversato il grande parco che circonda la villa settecentesca e poi da una finestra sono riusciti a entrare nella dimora, sorprendendovi Fernando René Caovilla, appena rientrato dal lavoro che stava per mettersi a cena con la moglie Paola. Nella casa c’era anche il personale domestico di servizio. I due banditi, armati di pistole, con calma e determinazione e parlando un italiano chiaro ma con un evidente accento straniero, hanno chiesto alla coppia colta di sorpresa e naturalmente impaurita di consegnare loro tutti gli oggetti di valore che custodivano in casa, un bottino fatto di diversi gioielli e orologi di pregio.

L’imprenditore e la moglie hanno cercato di assecondarli e non risultano ai loro danni atti di violenza o che siano state fatte loro particolari minacce. Tant’è che la rapina, compresa la fuga, dove fuori ad attendere i due malviventi con un’auto pronta c’era almeno un terzo complice, è durata 45 minuti in tutto. Naturalmente sul posto sono poi arrivate le forze dell’ordine, avvisate dalla società che gestisce i sistemi d’allarme e il sistema di videocamere della villa: nelle immagini registrate i due rapinatori sono stati immortalati in azione. E chissà che con quelle delle altre rapine nelle ville sul Terraglio, la strada napoleonica che collega Treviso a Venezia, non possano essere ancor più utili agli investigatori che puntano i fari su una delle tante bande specializzate dell’est Europa. Non sarebbe certo la prima a scegliere di compiere delle sistematiche scorribande nella pianura veneta, ma era un fenomeno che pareva sopito. D’altronde, accoppiando le modalità della rapina a casa Caovilla alle altre, uno schema comune è facile da intravedere: obiettivi chiari, orari simili, estrema determinazione e rapidità d’esecuzione. Insomma dei professionisti che hanno messo nel mirino solo obiettivi di alto livello: i ricchi per davvero e le loro case, che sanno essere colpi sicuri, nel senso che a mani vuote non possono uscirne.

Era stato così già nel primo colpo, a metà novembre, ai danni del petroliere Giancarlo Miotto anche lui sorpreso da quattro banditi all’ora di cena nella sua villa di Preganziol (Treviso) con moglie, figlioletta e domestici. Un bottino di un milione di euro fra denaro, oro, gioielli e orologi in 40 minuti. Due giorni dopo, poco distante, a Zerman di Mogliano Veneto, nuovo assalto a villa Da Riva, la prestigiosa dimora di Nicola Giol, della famiglia di uno degli ex proprietari del gruppo Pam Panorama. Anche in quel caso erano in quattro, ma l’assalto è fallito perché l’allarme perimetrale ha fatto scattare il sistema di sicurezza che ha messo in fuga i malviventi e il custode della villa ha potuto chiamare la polizia. Poi, il giorno dopo, sempre a Zerman di Mogliano Veneto, l’intrusione in una dependance della villa di Sebastien Ego Von Fürstenberg, membro della storica famiglia veneziana imparentata con gli Agnelli e fondatore di Banca Ifis che ha sede non troppo lontano. Nessuno in casa, ma dimora messa sottosopra e ammanchi modesti. Di valore, stavolta, c’era solo il nome del proprietario, ma fra i vip veneti la paura di essere nel mirino cresce.