L’ex premier Giuseppe Conte, 57 anni, e la sindaca di Roma uscente, Virginia Raggi, 43
L’ex premier Giuseppe Conte, 57 anni, e la sindaca di Roma uscente, Virginia Raggi, 43
di Elena G. Polidori A ciascuno la sua ‘corrente’. Così, ieri, proprio mentre Virginia Raggi, sindaca uscente di Roma con in tasca un pacchetto di 35mila preferenze personali, convocava consiglieri e amministratori comunali uscenti (tra i parlamentari, solo la fedelissima Giulia Lupo) nella nuova sede del M5s in via Campo Marzio per fare il punto sulla "ripartenza dai territori", Giuseppe Conte alla Camera teneva una riunione con i parlamentari stellati per un’analisi della batosta elettorale. Divisi e distanti, dunque, Virginia e Giuseppe, con due linee politiche del tutto diverse, anche se all’esterno si nega l’evidenza. La Raggi,...

di Elena G. Polidori

A ciascuno la sua ‘corrente’. Così, ieri, proprio mentre Virginia Raggi, sindaca uscente di Roma con in tasca un pacchetto di 35mila preferenze personali, convocava consiglieri e amministratori comunali uscenti (tra i parlamentari, solo la fedelissima Giulia Lupo) nella nuova sede del M5s in via Campo Marzio per fare il punto sulla "ripartenza dai territori", Giuseppe Conte alla Camera teneva una riunione con i parlamentari stellati per un’analisi della batosta elettorale.

Divisi e distanti, dunque, Virginia e Giuseppe, con due linee politiche del tutto diverse, anche se all’esterno si nega l’evidenza. La Raggi, da parte sua, giura di non essere in contrasto coi vertici e che l’incontro di ieri con i suoi non rappresenta "assolutamente l’inizio della costruzione della mia corrente". E raccomanda: "Evitiamo strumentalizzazioni".

Ma poco dopo arriva Conte a smentire, nei fatti, l’esistenza di una linea comune. Secondo il leader, infatti, il M5s non entrerà in un’eventuale giunta capitolina a guida Pd – o almeno non darà il suo appoggio agli alleati dem prima del voto con questo fine in mente – ma saprà comunque "da che parte stare". Mentre la Raggi è di gran lunga più netta, dura, nel ribadire la posizione del M5s dal suo punto di vista: saldamente all’opposizione, mettendo destra e sinistra sostanzialmente sullo stesso piano. Non a caso, già ieri sera Conte ha detto che "Gualtieri è persona di valore, mentre Michetti non dà alcun affidamento". Dalla Raggi solo silenzio.

Insomma, ancora una volta il Movimento è diviso in due, con Conte che dichiara pubblicamente il suo sostegno a Gualtieri ("Domenica da cittadino romano voterò Gualtieri, ma non do un’indicazione di voto al M5s") e la Raggi che già si sente all’opposizione, pronta a dare battaglia pure al Pd, nel nome di un percorso personale che travalica le sorti del Movimento e del suo attuale leader. Secondo fonti interne, infatti, l’ex sindaca avrebbe ricevuto da entrambi i candidati alla sua successione, offerte circa un suo futuro ruolo nell’eventuale Expo che lei – sempre secondo le stesse fonti – avrebbe rifiutato, limitandosi a far capire, tuttavia, di essere disponibile se la candidatura di Roma andrà effettivamente in porto. E, ancora, c’è chi immagina che punti a uno scranno alla Camera per ricostruire un nuovo soggetto politico a fianco di Alessandro Di Battista. E, perché no, proprio a Beppe Grillo.

Insomma, un conto è lavorare per sé, un conto per il Movimento. E questo sarebbe anche quello che gli avrebbe garbatamente rinfacciato Conte, durante l’incontro dell’altro giorno, piuttosto acceso, riportano i rumors. Nel frattempo, Raggi continua a giocare da libera, organizzando le sue truppe a cominciare dai parlamentari che – giura, lei – arriveranno copiosi in un secondo tempo. Quando, probabilmente, altri malumori saranno venuti al pettine per Conte, dopo la costituzione della nuova "segreteria" politica del M5s. Nomine su cui il leader non fa trapelare nulla: risultano caldi, però, i ruoli di vicepresidente, dove si fanno i nomi dei fedelissimi Mario Turco, Paola Taverna, Lucia Azzolina, Chiara Appendino e Stefano Buffagni. E di Alfonso Bonafede come nuovo presidente per il gruppo della Camera.