Nel caso del 15enne cinese suicida, i parenti ipotizzano che la causa della tragedia possa essere una sfida estrema
Nel caso del 15enne cinese suicida, i parenti ipotizzano che la causa della tragedia possa essere una sfida estrema
di Nicola Palma e Marianna Vazzana MILANO Una serialità inquietante, per quanto al momento considerata assolutamente casuale. L’ombra della sfida on line su un caso specifico. E lo choc proprio nel primo giorno di scuola. Lunedì tre minorenni, due residenti a Milano e uno nell’hinterland, si sono lanciati dalle finestre dei rispettivi appartamenti di famiglia: due sono deceduti sul colpo; una è sopravvissuta a un volo di più di 10 metri, anche se è in gravissime condizioni. Il primo episodio poco dopo le 7 a Bollate: una quindicenne è precipitata dal settimo piano; vani i...

di Nicola Palma

e Marianna Vazzana

MILANO

Una serialità inquietante, per quanto al momento considerata assolutamente casuale. L’ombra della sfida on line su un caso specifico. E lo choc proprio nel primo giorno di scuola. Lunedì tre minorenni, due residenti a Milano e uno nell’hinterland, si sono lanciati dalle finestre dei rispettivi appartamenti di famiglia: due sono deceduti sul colpo; una è sopravvissuta a un volo di più di 10 metri, anche se è in gravissime condizioni. Il primo episodio poco dopo le 7 a Bollate: una quindicenne è precipitata dal settimo piano; vani i soccorsi, troppo gravi le ferite riportate. Stando alle prime informazioni, l’adolescente avrebbe lasciato un biglietto per spiegare il gesto. Un’ora dopo, una dodicenne si è buttata dal balcone del quarto piano di un palazzo in una zona semi-centrale della città: è ricoverata in Rianimazione in prognosi riservata, con un quadro clinico particolarmente critico. Dai primi accertamenti non sarebbero emersi elementi che possano fornire una seppur minima motivazione né risulterebbe che la ragazza fosse seguita per precedenti problemi. Nel tardo pomeriggio, infine, un 15enne di origini cinesi si è tolto la vita buttandosi dal dodicesimo piano di un edificio della periferia nord. L’adolescente era reduce dal primo giorno in aula in un istituto a due passi da casa, al primo anno di superiori: questo particolare ha portato la famiglia a escludere che il gesto possa essere legato al contesto scolastico, visto che il ragazzo aveva appena conosciuto i nuovi compagni. Il ritrovamento di un biglietto, consegnato agli agenti del commissariato di zona, ha spinto invece i parenti a ipotizzare che dietro il suicidio possa esserci una sorta di sfida on line, come quelle che nel recente passato hanno generato tragedie tra gli adolescenti; basti ricordare la scomparsa del quattordicenne Igor Maj, che il 6 settembre 2018 si strangolò dopo aver visualizzato un filmato Youtube su "cinque sfide pericolosissime". "Se farai questo, mi darai molto piacere. Se ora partirai, anche tu resterai solo. Se fossi un’aquila, volerei subito da te", il messaggio scritto a mano. La sorella dell’adolescente ha riferito che da agosto in avanti il fratello aveva incrementato il numero di ore davanti all’i-Pad (sequestrato insieme al cellulare), con ogni probabilità per giochi virtuali con altri coetanei.

Tutto materiale (compreso un foglietto con un indirizzo mail) che verrà passato al setaccio nell’indagine per istigazione al suicidio. "Ogni caso è differente, ma, in generale, stiamo assistendo a una profonda sofferenza dei giovani, con disagi già esistenti amplificati dalla pandemia", spiega il capo della Procura dei minori Ciro Cascone. Che lancia l’allarme: i casi di autolesionismo e di tentati suicidi tra gli adolescenti, sono raddoppiati rispetto all’era pre-Covid. "Per alcuni il lockdown non è mai finito, ed è difficile trovare una via d’uscita".