Fuori la pioggia, leggera come lacrime, dentro solo silenzio e dolore. Nella Sala San Giovanni, dove c’era l’altare della chiesa di un tempo ora salone comunale polivalente, le bare dei ragazzi morti nell’incidente di Castelmagno sono posizionate una accanto all’altra. Al centro quella dei fratelli Elia e Nicolò Martini, 14 e 17 anni, ai lati quelle di Camilla Bessone, 16 anni, e di Samuele Gribaudo, 14 anni anche lui. La procura intanto prosegue le indagini per capire cosa abbia fatto precipitare il fuoristrada su cui viaggiavano. "In una curva a sinistra l’auto, inspiegabilmente, non ha girato e siamo finiti giù, come se ci fosse del ghiaccio", ha raccontato agli inquirenti Chiara, 17 anni, una delle due ragazze sopravvissute all’incidente di Castelmagno.

"I tempi degli accertamenti che dovranno essere effettuati per stabilire causa e dinamica dell’incidente non saranno brevi", fa sapere il procuratore aggiunto Gabriella Viglione.

"Al momento - si limita ad aggiungere - è emerso con certezza che i ragazzi ricoverati in ospedale non hanno compiuto alcun tipo di abuso", di alcol o di altre sostanze.