ROMA

"Per noi è una sofferenza che si rinnova tutti i giorni. Il fatto che

Genovese non fosse in aula un po’ ci ha deluso, speravamo almeno di poterlo guardare negli occhi. Comunque siamo sereni e crediamo nella giustizia". Lo hanno affermato ieri le madri di Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann, le due 16enni investite e uccise a dicembre in corso Francia a Roma dall’auto guidata da Pietro Genovese, 21 anni, figlio del regista Paolo, al termine dell’udienza preliminare del processo. L’imputato, accusato dalla Procura di omicidio stradale plurimo, sarà giudicato con il rito abbreviato. Ma il gup ha respinto la richiesta della difesa di ascoltare il conducente della smart che la notte del 22 dicembre frenò per far passare le due ragazze poi travolte dal suv di Genovese.

La prima udienza sarà il 28 settembre, la seconda il 16 ottobre. IA incastrare Genovese, il perito della Procura il quale ha parlato di un concorso di colpa. Mentre il perito della famiglia delle vittime smentisce che le ragazze avessero attraversato lontano dalle strisce pedonali. Comunque, secondo il perito della procura "l’incidente non si sarebbe verificato se Genovese, che guidava sotto l’effetto dell’alcol, avesse marciato alla velocità massima imposta di 50 chilometri orari".