I carabinieri stanno passando al setaccio la casa dove viveva Saman
I carabinieri stanno passando al setaccio la casa dove viveva Saman
di Saverio Migliari È al sicuro, protetto. E supportato da uno psicologo che lo aiuti in questi giorni terribili. Il teste che deve ancora essere sentito dalla procura di Reggio Emilia rispetto alla presunta morte della diciottenne pachistana Saman Abbas, è un minore. Rimasto solo in Italia, è stato segnalato al tribunale competente di Bologna. La procuratrice dei minori Silvia Marzocchi è abituata a raccogliere storie terribili, ma questa vicenda è molto particolare. "Parliamo di un minore che è stato segnalato a noi in quanto senza genitori. Quindi diciamo che il nostro intervento finora è...

di Saverio Migliari

È al sicuro, protetto. E supportato da uno psicologo che lo aiuti in questi giorni terribili. Il teste che deve ancora essere sentito dalla procura di Reggio Emilia rispetto alla presunta morte della diciottenne pachistana Saman Abbas, è un minore. Rimasto solo in Italia, è stato segnalato al tribunale competente di Bologna. La procuratrice dei minori Silvia Marzocchi è abituata a raccogliere storie terribili, ma questa vicenda è molto particolare. "Parliamo di un minore che è stato segnalato a noi in quanto senza genitori. Quindi diciamo che il nostro intervento finora è per sostegno e protezione – spiega con cautela –. La procura di Reggio sta procedendo contro cinque adulti come sapete. Lui è chiaramente importante per ciò che può dire, ma tutto attiene alla procura di Reggio, con cui stiamo collaborando".

Non è ancora iniziato, insomma, il processo che porterà ad acquisire le sue parole nel fascicolo d’indagine aperto dai pm reggiani, che procedono per omicidio e occultamento di cadavere in concorso per cinque persone: padre, madre, zio e cugini di Saman.

Per ora il giovane non risulta indagato, un passaggio che però potrebbe scattare formalmente nel momento in cui ci fosse la volontà di raccogliere la sua testimonianza. Questo accadrà nei prossimi giorni, quando sarà fissato un incidente probatorio. "È chiaro che noi stiamo lavorando insieme alla procura reggiana e se si dovesse sviluppare qualcosa saremmo noi competenti – precisa la procuratrice dei minori –. Ma per ora è solo la messa in protezione dal punto di vista civilistico". Il ragazzo è ovviamente sconvolto dalla situazione che sta vivendo in queste ore. "C’è un forte disagio, perché si trova tra due fuochi. Fa parte di una comunità coinvolta in questa vicenda, avrà percepito e forse saputo qualcosa. È l’unico che è in Italia e quindi è in apprensione. Al punto che si sta anche verificando che sia inserito in un contesto che lo tuteli, da cui non possa andare all’estero".

Intanto un appello parte dalle colonne del nostro giornale. È quello dell’avvocato nominato d’ufficio dei genitori di Saman Abbas, Simone Servillo: "Sto cercando di mettermi in contatto con i miei assistiti, ma per ora non ci sono riuscito – racconta –. Ho fatto anche richiesta al Consolato del Pakistan perché mi aiuti. Spero che i coniugi Abbas leggano questa intervista e mi contattino".

Secondo il legale sono stati fatti troppi passi avanti nell’ipotesi di reato. "Ci sono squadre di carabinieri, cani molecolari e droni che studiano il terreno. Ma a oggi non è comparso nulla: manca un cadavere – commenta le notizie uscite in questi giorni –. Voi parlate di fuga. Io penso che fosse una visita programmata e che leggendo le notizie che escono in Italia non se la sentano di tornare. Obiettivamente sappiamo solamente che una ragazza, tra l’altro maggiorenne, non si trova – conclude –. Ma quante ragazze non si trovano? E per quante di queste si sono aperti fascicoli per omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere?".