Raffaella Carrà e Sergio Japino
Raffaella Carrà e Sergio Japino

Roma, 5 luglio 2021 - "Raffaella ci ha lasciati. È  andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre". L’annuncio choc di Sergio Japino – l’ex compagno, uno dei due grandi amori  – dà la notizia al mondo, Raffaella Carrà è morta.

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La grande artista bolognese si è spenta alle 16.20 di oggi, dopo una malattia che da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo così minuto eppure così pieno di straripante energia. L'annuncio, battuto dalle agenzie dalle 16.40, in breve fa il giro del mondo. Una forza inarrestabile quella della Carrà, che l’ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo sì che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza.

L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei. Donna fuori dal comune eppure dotata di spiazzante semplicità, non aveva avuto figli ma di figli - diceva sempre lei - ne aveva a migliaia, come i 150mila fatti adottare a distanza grazie ad ‘Amore’, il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore. Con Sergio Japino si erano messi  insieme nel 1981. L’incontro fatale durante la trasmissione ’Millemilioni’ dove lui era assistente coreografo di Gino Landi.  Japino raccontò così in un’intervista l’inizio della loro storia: "Facevo con lei un romantico passo a due per insegnarlo a un altro. Accadde lì: ci siamo guardati negli occhi ed è scattata la scintilla". Si lasciarono alla fine degli anni Novanta ma la loro intesa non è mai finita. "Raffaella e io siamo legati nell’anima, siamo più che fratelli, abbiamo lo stesso sangue, non so come dire. Una normale storia d’amore è molto piccola rispetto a quella che viviamo noi", così il coreografo e regista descrisse il rapporto con la regina della tv. 

Ed è stato Gianni Boncompagni l’altro grande amore della Raffa internazionale, consacrata l’anno scorso dal Guardian come icona pop.  Come con Japino, la vita privata si è intrecciata con il  sodalizio professionale. Con risultati professionali straordinari che hanno riscritto la storia della televisione.  Si erano conosciuti nel 1968, in piazza di Spagna a Roma, lui aveva 11 anni in più, la mamma di lei non era proprio entusiasta, sognava per la figlia un medico o un architetto, non un uomo separato con figli. La storia  iniziò l'anno dopo e finì  nel 1980. Ma l'intesa artistica è proseguita per decenni.

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