Parma, 17 febbraio 2021 - E' morto Raffaele Cutolo, il boss fondatore della nuova camorra organizzata. Cutolo si trovava nel reparto sanitario del carcere di Parma. Aveva 79 anni. Soprannominato 'O'Professore', Cutolo era nato a Ottaviano, comune della città metropolitana di Napoli, il 4 novembre 1941. Negli anni '80 creò un cartello criminale che controllava estorsioni e spaccio. Nella guerra tra clan ci furono oltre mille morti.

Figlio di un mezzadro e di una lavandaia, le condizioni di Cutolo erano peggiorate già l'estate scorsa, tanto che ne era stato disposto il trasferimento nel settore sanitario del carcere. In primavera il tribunale di sorveglianza di Bologna gli aveva negato il beneficio degli arresti domiciliari. Era il carcerato al 41bis più anziano. In carcere Cutolo ha sposato Immacolata Iacone.

"Sapevamo dai giorni scorsi di un improvviso peggioramento - spiega l'avvocato di Raffaele Cutolo, Gaetano Aufiero -. La signora Cutolo sta partendo per raggiungerlo, perché vorrebbe vederlo almeno da morto, visto che non le è stato concesso di vederlo da vivo per l'ultima volta. Dubito che sarà concessa qualunque forma di cerimonia, ma in ogni caso attenderemo le decisioni del caso e ci regoleremo di conseguenza".

Chi era Raffaele Cutolo

Raffaele Cutolo è il boss entrato nella leggenda già da vivo.  La sua carriera criminale l'ha costruita nella cornice di avventure romanzesche e forse romanzate. Poeta e duellante con la 'molletta' dentro un carcere; pazzo per finta o per davvero; evaso dal manicomio giudiziario di Aversa; latitante, padre che vede l'unico figlio maschio ed erede ucciso dalla 'ndrangheta; l'uomo che forse ha ispirato il celebre 'professore' di Fabrizio De Andrè e probabilmente ha urinato sulle scarpe di Totò Riina come racconta un pentito.

A 22 anni commise il suo primo omicidio, il 24 settembre 1963, durante una rissa. Ha riconosciuto due figli, Roberto, nato dalla breve relazione con Filomena Liguori, e Denise, figlia di Immacolata Iacone, la donna che sposerà nel carcere dell'Asinara, concepita con l'inseminazione artificiale e che lo vedrà sempre dietro le sbarre. Due i nipoti, Raffaele, 34 anni, suo omonimo, e Roberta, 30 anni, entrambi figli di Roberto, pregiudicato, ucciso a Tradate, in Lombardia, da affiliati della 'ndrangheta il 19 dicembre 1990, per volontà di uno dei maggiori antagonisti di Cutolo, il boss vesuviano Mario Fabbrocino.

E' stato condannato a quattro ergastoli da scontare a partire dal 1995 in regime di 41 bis. Il boss ha più volte criticato tale regime che, a suo parere, viola i diritti umani. Nel 1970 torna libero per decorrenza termini e si occupa di contrabbando di sigarette, un business lucroso che lo mette in contatto con la mala pugliese e poi con le 'ndrine dei Mamolito, dei Cangemi e dei De Stefano.

Viene di nuovo arrestato nel 1971, ed è di nuovo a Poggioreale che medita la nascita della Nuova camorra organizzata. Un modello nuovo di clan, basato sui meccanismi piramidali (picciotto, camorrista, sgarrista, capozona e santista) della mafia siciliana e della 'ndrangheta, con affiliazione attraverso rituali di ispirazione massonica e culto della personalita' del capo; ma soprattutto una concezione della criminalità organizzata ideologizzata, con una ispirazione meridionalista e ribellista, dotata però anche di una capacità economica. E poi c'e' l'organizzazione paramilitare, la base di picciotti giovani e spietati reclutati nel sottoproletariato desideroso di riscatto e di denaro facile. E' stato anche coinvolto nelle trattative per la liberazione di Ciro Cirillo, uomo della Dc campana della corrente di Antonio Gava rapito dalle Brigate rosse nell'aprile 1981, vicenda complessa sulla quale non c'è ancora chiarezza.