Andrea Mucci (Firenze, 23 anni) Una gioia immensa: il 29 novembre al Quirinale sarò insignito dell’Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella. Leggere le storie di umanità che svela questo riconoscimento fa pensare che sarebbe utile fossero conosciute nelle scuole, per comprendere che la cittadinanza non ha solo un...

Andrea

Mucci

(Firenze, 23 anni)

Una gioia immensa: il 29 novembre al Quirinale sarò insignito dell’Onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Mattarella. Leggere le storie di umanità che svela questo riconoscimento fa pensare che sarebbe utile fossero conosciute nelle scuole, per comprendere che la cittadinanza non ha solo un significato anagrafico e giuridico, ma appartiene al sentire, al fare insieme, senza il quale non vi può essere né benessere né crescita.

Dal 2012 mi impegno sui temi dell’abbattimento delle barriere architettoniche e mentali e nel 2016 ho dato vita alla campagna #MOLLALOSCIVOLO (www.mollaloscivolo.com) per richiamare l’attenzione di amministrazioni e cittadini sull’importanza di abbattere le barriere – ad esempio i tanti scivoli mancanti ai marciapiedi sulle strisce pedonali – e a non crearne di nuove, come le soste selvagge.

Le amministrazioni devono farsi portatrici con l’esempio di un’etica del rispetto e attenzione all’altro. La campagna, nata da un’esigenza personale – cammino con due quadripodi e all’esterno con uno scooterino elettrico – vuol far comprendere che le città sono piene di barriere: manca una cultura della mobilità per tutti. È una questione di diritto e rispetto non solo verso i più vulnerabili, ma a garanzia di tutti, per rendere gli spazi più vivibili non solo a chi è fragile, ma anche alla mamma col passeggino, al bambino la cui visibilità sulle strisce è messa in pericolo da una sosta selvaggia, a chi oggi corre ma domani vedrà cambiare la sua situazione. Perché un Paese in grado di garantire i diritti a chi è più vulnerabile sarà in grado di garantirli meglio a tutti. Vorrei che non ci fosse bisogno di ‘eroi’, ma l’attenzione di ognuno all’altro e ai nostri spazi fosse la normalità: segreto e consapevolezza per una vita migliore per tutti.