A Napoli ieri è andata così: erano state convocate tremila persone per i vaccini, moltissimi hanno rifiutato Astrazeneca. E sono rimasti nell’hub cercando di convincere i medici a somministrare altri tipi di vaccino. Cosa che ha provocato code e assembramenti. Ma nelle ultime settimane i casi di rinuncia si sono...

A Napoli ieri è andata così: erano state convocate tremila persone per i vaccini, moltissimi hanno rifiutato Astrazeneca. E sono rimasti nell’hub cercando di convincere i medici a somministrare altri tipi di vaccino. Cosa che ha provocato code e assembramenti.

Ma nelle ultime settimane i casi di rinuncia si sono moltipliati in tutta Italia. A Cagliari, tra il 20 e il 30% di chi è stato chiamato alla somministrazione del vaccino Astrazeneca non si sta presentando. Da quel che trapela, si tratta soprattutto di insegnanti e informatori scientifici. E sono state migliaia le disdette in Sicilia.

Il quadro si completa con i numeri delle somministrazioni nel report del ministero della Salute. Solo il 54% delle dosi di AstraZeneca (2.218.038 su 4.098.800 consegnate) è stato iniettato in Italia, il resto è rimasto nei frigoriferi. Per Moderna la percentuale scende al 50% (658.403 su 1.328.200), mentre Pfizer ha un tasso di somministrazione del 96%, (8.375.625 su 8.709.480).

In totale in Italia su 14.136.480 dosi arrivate ne sono state somministrate 11.252.066, circa l’80%. Sulla base di questi dati ci sarebbero in frigorifero ancora da utilizzare oltre 2,8 milioni di dosi in tutto il Paese. Erano 1,3 milioni meno di una settimana fa, il 31 marzo, prima che ne arrivassero proprio 2,8 milioni dalle tre aziende a completare le consegne del primo trimestre. Sempre al 31 marzo risultavano somministrate 1.913.706 dosi di AstraZeneca, secondo il ministero della Salute, su 2.752.400 consegnate, quasi il 70%. In seguito è arrivato un altro milione e 300mila dosi del prodotto anglo-svedese.