Davide Rondoni ssuna etichetta nessuna paura, nessuna barriera, nessuna categoria". L’accattivante promo di X Factor è un concentrato dei “luoghi comuni” del nuovo potere imperante. Dal ragazzo che si mette lo smalto nella prima immagine, alla ragazzona in carne che fa pose da soubrette, fino all’avanzata da “quarto potere” dei pagatissimi giurati. Una sfilza di inviti a...

Davide

Rondoni

ssuna etichetta nessuna paura, nessuna barriera, nessuna categoria". L’accattivante promo di X Factor è un concentrato dei “luoghi comuni” del nuovo potere imperante. Dal ragazzo che si mette lo smalto nella prima immagine, alla ragazzona in carne che fa pose da soubrette, fino all’avanzata da “quarto potere” dei pagatissimi giurati. Una sfilza di inviti a “essere liberi di essere chi siamo” ovvero alla tautologia. Una identità costruita per negazioni, proposta ai giovani dal potere mainstream musicale e dell’intrattenimento. La favola violenta e menzognera dell’essere “chi sei” perché libero da condizionamenti, a parte ovviamente quelli proposti imposti da una potentissima industria dell’immaginario. Pura astrazione, avrebbe denunciato Pasolini, vedendo questa omologazione dei corpi imposta dal capitalismo e dalla sua industria di intrattenimento.

Ma la cultura di sinistra di oggi – divenuta complice del mainstream capitalista avendo ceduto all’individualismo che ben si sposa con esso – non sa piú cosa opporre. Anzi,

come lo stesso Pasolini aveva previsto, si è ridotta a “chierico” di tal finto progressisimo. Offrire ai giovani la comoda astratta tautologia di “essere chi sei” significa semplicemente abbandonarli alla mercé dei luoghi comuni imposti dalle mode e dalle tendenze create per arricchirsi da adulti occhiuti. Quando giro nelle scuole e chiedo a ragazzi che si bevono i “talent” e i loro frutti se sanno da dove viene fuori la storia dei talenti ignorano del tutto la parabola evangelica. Nessuno la racconta loro. Nemmeno gli insegnanti evidentemente inebetiti, con o senza colpa. Quella parabola che individua una domanda giusta sulla vita è stata pervertita dall’intrattenimento capitalista. Che nulla propone, solo la favola del “nessun limite”. Perché i limiti poi ci pensa lui a metterli, e pesanti nella vita sociale e culturale e guai a chi sgarra.