VALFURVA (Sondrio) "Jacopo lì era come nel giardino di casa". Queste le parole di Luciano Bertolina (foto), presidente del Cai Valfurva, che non si dà pace per la morte dell’amico Jacopo Compagnoni, travolto ieri da una slavina sul monte Sobretta mentre stava scendendo dal canale Nord a 2800 metri di altezza. Il Sobretta...

VALFURVA (Sondrio)

"Jacopo lì era come nel giardino di casa". Queste le parole di Luciano Bertolina (foto), presidente del Cai Valfurva, che non si dà pace per la morte dell’amico Jacopo Compagnoni, travolto ieri da una slavina sul monte Sobretta mentre stava scendendo dal canale Nord a 2800 metri di altezza. Il Sobretta sovrasta l’abitato di S. Caterina Valfurva, in Valtellina, un’icona e un luogo famigliare per Jacopo, cresciuto a pane e sci come la sorella, la campionessa di sci Deborah Compagnoni, e il fratello Yuri. Jacopo era maestro di sci e guida alpina, un esperto di montagna. "Jacopo era un grande conoscitore della montagna – continua Bertolina – un esperto, un grande appassionato di freeride. Amava il suo lavoro, collaborava anche con le Guide Alpine di Zolda, saliva spesso sull’Ortles, adorava il fuoripista. Era serio e preparato, un uomo che conosceva benissimo la montagna e ancora più quella zona del Sobretta dove sarà andato centinaia di volte. Era esperto, io molte volte chiedevo a lui consigli su alcune vie e su alcuni passaggi in alta montagna. E lui è sempre stato disponibile a condividere le sue esperienze. La montagna, pur affrontata con le giuste cautele e con il giusto equipaggiamento, nasconde sempre dei pericoli, l’imponderabile e l’imprevedibile sono dietro l’angolo. Un minimo di rischio quando si va in montagna, in qualsiasi attività purtroppo c’è sempre". Se ne va un ragazzo molto conosciuto e stimato in paese. Quarant’anni compiuti in estate, Jacopo lascia la sua compagna e due bimbe piccole, tradito da una montagna che conosceva come le sue tasche, proprio nella "sua" Valfurva.

Fulvio D’Eri