Alla vigilia dell’interrogatorio del pm milanese Paolo Storari, indagato dalla Procura di Roma per rivelazione del segreto d’ufficio per il caso dei verbali degli interrogatori resi tra dicembre 2019 e gennaio 2020 dall’avvocato Piero Amara sulla presunta loggia Ungheria, il suo capo, Francesco Greco (foto), da lui accusato di inerzia nelle indagini, dopo aver depositato al pg di Milano Francesca Nanni la sua relazione sulla vicenda, nel tardo pomeriggio di ieri è comparso a Piazzale Clodio. È stato ricevuto dal suo omologo Michele Prestipino e dai sostituti Roberto Tucci e Rosalia Affinito.

Il colloquio è durato circa un’ora: il procuratore è parte offesa per essere stato tacciato dalla funzionaria, ora sospesa, di aver insabbiato l’inchiesta sulla loggia segreta. Ora in procura a Roma è la volta del pm Storari, atteso per stamattina. Secondo la ricostruzione di Greco, non ci fu alcuna inerzia nelle indagini, ma fu Storari a danneggiarle facendo uscire, mettendole in mano a Davigo, quelle carte segretate, all’insaputa dei vertici dell’ufficio.