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2 feb 2022

Quel grido nella notte: "Ha toccato" E Tito Stagno portò l’Italia sulla Luna

Morto a 92 anni il giornalista Rai che raccontò in diretta l’allunaggio nel 1969. Tenne tutta la nazione col fiato sospeso

2 feb 2022
leo turrini
Cronaca

di Leo Turrini Aveva accompagnato gli italiani sulla Luna e lo sapeva. Ma Tito Stagno, spentosi a novantadue anni, è stato, per sua e nostra fortuna, molto di più. Grande giornalista della Rai in bianco e nero, abile conduttore della "Domenica Sportiva", a lungo corrispondente dal Quirinale ("Una volta il presidente Saragat disse al segretario: chiamatemi Tito. Io mi precipitai, ma il capo dello stato voleva chiamare al telefono il Tito della Jugoslavia…"), Stagno veniva dalla Sardegna. Ma era cosmopolita nell’anima: tanto che fu tra i primissimi redattori dell’unico Telegiornale dell’epoca. Erano i grigi anni Cinquanta. "Però io mi divertivo ad immaginare il futuro – mi raccontò quando diventammo amici –. Mi affascinava la corsa allo spazio, il lancio dello Sputnik, il mitico volo di Juri Gagarin. Ne parlavo in tivù e quasi mi sembrava di partecipare al viaggio…". Che viaggio, già. Con l’ultima destinazione indicata dal presidente Kennedy: porteremo un uomo sulla Luna e lo faremo tornare a casa sano e salvo. La Luna! La compagna silenziosa ed indimenticabile nella vita di Tito Stagno. Che appunto, dicevo all’inizio, è stato tanto altro e tanto altro ha fatto: ma vuoi mettere con quella emozione planetaria, il mondo intero con lo sguardo puntato all’insù e poi giù sul video e dentro quella scatola, il televisore, a narrare agli italiani l’impresa impossibile chi c’era, se non lui? Quella notte memorabile, tra il 20 e il 21 luglio del 1969, Tito fu perfetto nell’imperfezione. Ore e ore di diretta, dal lancio da Capo Kennedy al misterioso tragitto verso la meta, verso Selene. E Stagno, un po’ Leopardi e un po’ Nando Martellini, dettava i ritmi, traduceva le chiacchiere degli astronauti, si sfiniva nell’ansia comunicativa esasperata dal caldo feroce dentro lo studio Rai. "Ad un certo punto – mi svelò – mi tolsi i pantaloni, tanto avevo la ...

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