Gli agenti dei servizi segreti egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e ucciso il ricercatore Giulio Regeni nel 2016 sono stati rinviati a giudizio dal gup di Roma, Pierluigi Balestrieri che ha, di fatto, recepito totalmente l’impianto accusatorio del procuratore Michele Prestipino e del sostituto Sergio Colaiocco. Il processo è stato fissato per il prossimo 14 ottobre davanti alla terza Corte d’Assise, le accuse variano dal sequestro di persona pluriaggravato al concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Il giudice, in apertura di udienza, ha respinto le istanze presentate dalle difesa in materia di "assenza" degli imputati.

In aula erano presenti i genitori del ricercatore trovato privo di vita nel febbraio di cinque anni fa. "Paola e Claudio dicono spesso che su Giulio sono stati violati tutti i diritti umani – ha commentato l’avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Regeni –. Da oggi abbiamo la fondata speranza che almeno il diritto alla verità non verrà violato".