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25 mar 2022

Quarta dose, no agli over 70 L’Aifa: "Servono altri dati"

Una scelta di prudenza: "Prioritario completare le seconde e terze dosi". Bassetti: "Buon senso". Ma Ricciardi (consigliere di Speranza) voleva altro

25 mar 2022
giovanni rossi
Cronaca

di Giovanni Rossi

Almeno per ora, niente quarta dose vaccinale generalizzata agli over 70. Lo decide l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) dopo il precedente via libera – da inizio mese – agli immunodepressi gravi. "Necessari ulteriori approfondimenti", recita la nota stringata. La valutazione dell’opportunità "di una seconda dose booster dei vaccini contro Covid-19 per particolari categorie di soggetti" non partorisce il via libera che alcuni virologi e immunologi – su tutti Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza – anche ieri auspicavano "alla luce dell’esperienza inglese e israeliana". Prevalgono invece la prudenza e l’obbligo di un’analisi davvero ponderata. "Considerato il complesso dei dati disponibili – prosegue l’Aifa – sono necessari ulteriori approfondimenti, integrando le evidenze scientifiche internazionali con i dati di studi in corso in Italia". E conta quasi altrettanto, se non di più, l’annotazione finale: per i regolatori "è essenziale il completamento del ciclo vaccinale seguito dalla dose booster già autorizzata". Tradotto: altro che quarta iniezione, al momento è prioritario ultimare le seconde e le terze.

Ricciardi, docente di Igiene alla Cattolica di Roma, espone pubblicamente il suo parere nell’attesa della decisione e quindi, visto il ruolo di consigliere del ministro, la sua opinione battezza (ex ante) un’argomentata contrapposizione di merito. Secondo il prof napoletano, "l’estensione della quarta dose di vaccino anti Covid, oltre agli immunodepressi, anche ai fragili per età, agli over 75, e in particolare a quelli residenti nelle Rsa" rappresenta "una misura di sanità pubblica opportuna per evitare che la diminuzione della protezione anticorpale comprometta la capacità di risposta dei soggetti fragili dal punto di vista anagrafico. E sappiamo che gli italiani sono più longevi ma anche più fragili, soprattutto le donne". Una linea interventista che, secondo l’immunologo Mauro Minelli (Fondazione medicina personalizzata), avrebbe anche il merito di tutelare "i pazienti anziani che, proprio in ragione delle alterazioni funzionali correlate all’invecchiamento del sistema immunitario – il cosiddetto ’inflammaging’ che genera una latente infiammazione cronica –, non riescono a mantenere per tempi lunghi le risposte immuni al vaccino".

Molto più lunga la lista dei favorevoli alla cautela dell’Aifa. "Buon senso", secondo Matteo Bassetti, primario del San Martino di Genova: "La quarta dose significherebbe sottoporci nell’arco di poco più di un anno a tre dosi di vaccino, considerando che in autunno potrebbe arrivare un vaccino aggiornato e così anche un nuovo richiamo. Ecco, dobbiamo spingere su questo fronte". E intanto "dobbiamo correre ancora con le terze dosi e con chi non si è mai immunizzato", spiega Massimo Andreoni, primario infettivologo al Policlinico Tor Vergata di Roma. Massimo Galli, ex direttore del Sacco di Milano, la vede così: "Vaccinare tutti a prescindere? Discutibile. Più in là nel tempo vedremo". Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo della Statale di Milano, "non possiamo immaginare una vaccinazione universale obbligatoria senza delle conferme". Anche Stefania Salmaso (Associazione italiana epidemiologia) promuove l’Aifa: "Quello che ci protegge dagli effetti più severi dell’infezione virale non è detto che sia il titolo anticorpale, ma l’insieme di risposte immuni attivato dal ciclo di tre dosi vaccinali. E quindi il valore aggiunto di una quarta dose" (universale) "è tutto da dimostrare".

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