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28 mar 2022

Quarantena Covid: le regole dall'1 aprile. Cosa cambia e che fare con contatto stretto

Per l'isolamento dei positivi i giorni restano gli stessi: la casistica. Novità per quanto riguarda i non vaccinati

28 mar 2022

Roma, 28 marzo 2022 - L'Italia entra in una nuova fase dell'era Covid: il 31 marzo finisce lo Stato di emergenza, e cambiano le regole con un progressivo allentamento delle misure anti-contagio, in particolare del Green Pass (qui i dettagli). Cosa succede per isolamento e quarantena fiduciaria dal 1 aprile? I tempi e le modalità restano gli stessi? Vediamo cosa dice a questo proposito il decreto 24 marzo 2022, n. 24 in materia di Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da COVID-19. Distinguiamo fra isolamento, che riguarda i soggetti positivi al SarsCov-2, dalla quarantena, termine invece che fa riferimento ai contatti stretti di soggetti positivi al coronavirus. 

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Isolamento dei positivi

Ebbene, per quanto riguarda l'isolamento dei positivi non ci sono cambiamenti: resta valida dunque la circolare emessa lo scorso 4 febbraio, secondo cui, "per i non vaccinati o i vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per i guariti da più di 120 giorni l'isolamento dura 10 giorni con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo", mentre "per i vaccinati con 3 dose booster o che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni e per guariti da meno di 120 giorni l'isolamento dura 7 giorni con un test antigenico o molecolare negativo alla fine del periodo". Riassumendo e semplificando, ai vaccinati di recente (con seconda o terza dose) e ai guariti di recente basta una settimana di isolamento, per tutti gli altri il periodo si allunga a 10 giorni. 

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Come si esce dall'isolamento? Anche qui le cose non cambiano. Si legge sul decreto che "la cessazione del regime di isolamento consegue all'esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati a ciò abilitati. In quest'ultimo caso, la trasmissione, con modalità anche elettroniche, al dipartimento di prevenzione territorialmente competente del referto, con esito negativo, determina la cessazione del regime dell'isolamento". 

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Quarantena dei contatti stretti 

Capitolo quarantena fiduciaria: c'è una novità. Anche per i non vaccinati basterà l'autosorveglianza. In che cosa consiste? Sostanzialmente in un regime di attenzione e cautela che implica indossare le mascherine Ffp2 al chiuso e all'aperto in caso di assembramenti per almeno 10 giorni dall'ultimo contatto. Dall'uso delle Ffp2 continuano ad essere esclusi i bambini che non hanno ancora compiuto i 6 anni. In caso di sintomi, è necessario sottoporti a un test anti-Covid, al primo giorno e ogni 5 giorni, in caso di perdurare della sintomatologia. 

A far data dal 1 aprile, si legge sul decreto, "a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Sars-Cov2 è applicato il regime dell'autosorveglianza, consistente nell'obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie di tipo Ffp2, al chiuso o in presenza di assembramenti fino al decimo giorno successivo alla data dell'ultimo contatto stretto con soggetti confermati positivi e di effettuare un test antigenico rapido o molecolare per la rilevazione di Sars-Cov-2, anche presso centri privati a ciò abilitati, alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo alla data dell'ultimo contatto". 

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Cosa dicono i virologi

Esperti divisi sulla proroga dei sette giorni di isolamento per i positivi. "Credo che sia una giusta attenzione rispetto a quello che stiamo vedendo - sottolinea il direttore del Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco - con un aumento non solo dei positivi, ma "anche dei casi di pazienti ricoverati". "E' vero - ammette il virologo - i ricoveri crescono in proporzione sicuramente ben minore rispetto alle prime ondate", appunto "grazie a un virus Omicron un po' più buono" e a "una copertura vaccinale molto ampia". Ma proprio perché non siamo ancora davanti a un 'semplice raffreddore', per il medico "è corretto mantenere una progressione sistematica" degli allentamenti e monitorare i dati.

Anche per Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, i 7 giorni sono "una giusta misura di compromesso".

Per Matteo Bassetti, invece, la conferma della durata di una settimana "è una decisione di pancia che non ha nessuno fondamento: una misura uguale per tutti" stabilita a priori "è una modalità che si faceva al Lazzaretto di Venezia nel 1400 quando la quarantena durava 40 giorni". Il direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova sostiene che "tante persone non si denunceranno. Temo anche che si verrà a creare una contrapposizione tra chi ha un lavoro dipendente, e può stare a casa, e chi invece ha partiva Iva o è autonomo. Questo produrrà anche una sottostima dei casi positivi. Dunque sarebbe stato più giusto applicare un metodo variabile per gestire la quarantena, se si ha un tampone negativo prima dei 7 giorni si può uscire". 

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