"Questo governo è un suicidio per il M5s", insiste la senatrice grillina Barbara Lezzi, ma non sarà la sola. Così, mentre Grillo manda un messaggio a Draghi ("prima l’ambiente, a qualsiasi costo"), circa 39 su 92 senatori grillini sarebbero orientati a non votare la fiducia al governo. Con Vito Crimi che ha avvertito tutti: in caso di ‘no’ a Draghi l’espulsione è certa. Ma, ormai, anche questo non fa più paura ai duri del M5s che potrebbero portarsi...

"Questo governo è un suicidio per il M5s", insiste la senatrice grillina Barbara Lezzi, ma non sarà la sola. Così, mentre Grillo manda un messaggio a Draghi ("prima l’ambiente, a qualsiasi costo"), circa 39 su 92 senatori grillini sarebbero orientati a non votare la fiducia al governo. Con Vito Crimi che ha avvertito tutti: in caso di ‘no’ a Draghi l’espulsione è certa. Ma, ormai, anche questo non fa più paura ai duri del M5s che potrebbero portarsi dietro quasi i tre quarti dell’intero gruppo del Senato.

Insomma, la fronda sembra fare sul serio e in queste ore si sta cercando una mediazione per evitare di arrivare a mercoledì prossimo – giorno in cui Draghi presenterà il suo programma in Senato – in brandelli. "Tanto, ormai, il M5s non esiste più", commentava sconsolato ieri il senatore Emanuele Dessì. C’è in ballo la creazione o di una componente del gruppo Misto o con la fondazione di un vero gruppo autonomo, agganciandosi a uno dei simboli elettorali presentati alle elezioni – ma non si sa ancora quale – per raccogliere i transfughi. Davide Casaleggio prova a percorrere la strada della mediazione: "Auspico che chi senta il disagio nel sostenere questo Governo percorra la scelta della astensione". Sortita che però suscita irritazione nell’ala governista: "Ingerenza inaccettabile", ribollono le chat.

La partita del governo, in ogni caso, è stata gestita male e il primo a finire nel mirino è Vito Crimi, accusato di non aver saputo trattare con Draghi sui ministri. "Ma io non ho trattato proprio nulla – si è difeso il reggente – la lista dei ministri ci è arrivata da Draghi già completa…". Cristian Romaniello, deputato, polemizza: "Ti rendi conto (rivolto a Crimi, ndr) che governiamo con Berlusconi? Noi avevamo 10 ministri e ora ne abbiamo 4. E non abbiamo più il premier. Beppe in questo caso ha sbagliato".

Punge Manlio Di Stefano, sottosegretario uscente agli Esteri: "Ci hanno fatto fuori da un governo dove avevamo la maggioranza assoluta dei ministri. Pensavo fosse meglio di come ce l’avete raccontato. Se tutto si è risolto col fatto che Beppe si è accontentato di avere un ministero (la Transizione ecologica, ndr) è molto grave". Alla fine, Crimi stremato ha promesso: "Se qualcuno abbatte la prescrizione, ci ritiriamo dal governo".

Elena G. Polidori