Riccardo Jannello Ventuno anni si hanno una volta sola, meglio non disperderli. Speriamo che il soldato Nicolò Zaniolo venga salvato, sarebbe un peccato non accadesse perché il bimbo – cresciuto: è 1 e 90… - davanti a sé ha una carriera luminosa se ginocchia e testa fanno pace con se stesse. Ci tengo: è...

Riccardo

Jannello

Ventuno anni si hanno una volta sola, meglio non disperderli. Speriamo che il soldato Nicolò Zaniolo venga salvato, sarebbe un peccato non accadesse perché il bimbo – cresciuto: è 1 e 90… - davanti a sé ha una carriera luminosa se ginocchia e testa fanno pace con se stesse. Ci tengo: è nato nella mia città, Massa, dove il padre Igor, genovese, bomber di provincia che mieteva gol a raffica ha giocato due anni. Un primo passo l’ha fatto: dopo il casino scatenato con le donne –more solito– il centrocampista di Roma e Nazionale ha almeno deciso di fare passo con i social, "perché la mia vita è sul campo e non nel gossip"; vi raccontava tutte le sue cose squisitamente private, comunicando di avere lasciato la fidanzatina Sara, incinta, per la modella rumena Madalina Ghenea "che ho voglia di baciare ogni attimo".

Apriti cielo: il soldato Ryan del film di Spielberg (uscito un anno prima della nascita di Nicolò) si trovava in una situazione più giocosa dopo essere stato paracadutato oltre le linee nemiche in Normandia. Ci voleva un nuovo capitano Miller per lanciare l’operazione di salvataggio, un Tom Hanks di casa nostra per riportare il Matt Damon di turno sulla retta via. Quella era guerra vera, con bombe e sangue, questa una battaglia sentimenti e lacrime, ma così vicina a noi. Speriamo Nicolò abbia capito che per fare la storia bisogna gestire le situazioni, circondarsi di persone fidate, non solo fare assist e gol di cui è capace. E finché non sei Maradona è meglio usare le bocche da fuoco in campo e non fra le lenzuola.