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23 mag 2022

Qualcosa è cambiato, ora i russi avanzano

"La situazione è estremamente difficile", ammette Zelensky. Obiettivo di Putin il controllo di Lugansk. Vittoria vicina nel Donbass

23 mag 2022
alessandro farruggia
Cronaca
Una bambina davanti al palazzo distrutto dove abitava a Bakhmut, nel Donbass
Una bambina davanti al palazzo distrutto dove abitava a Bakhmut, nel Donbass
Una bambina davanti al palazzo distrutto dove abitava a Bakhmut, nel Donbass
Una bambina davanti al palazzo distrutto dove abitava a Bakhmut, nel Donbass
Una bambina davanti al palazzo distrutto dove abitava a Bakhmut, nel Donbass
Una bambina davanti al palazzo distrutto dove abitava a Bakhmut, nel Donbass

Prendere il controllo dell’oblast, la provincia, di Lugansk, in Donbass. Con questo obiettivo l’8 maggio russi hanno rotto le linee ucraine nella zona di Popasna e da lì procedono verso nord, lungo la frontiera degli oblast di Donetsk e di Lugansk, con l’obiettivo di chiudere in una sacca Severodonetsk e Lisychansk. È un obiettivo molto meno ambizioso che non prendere l’intero Donbass, ma sarebbe comunque un successo importante. "La situazione nel Donbass è estremamente difficile" ha ammesso nel suo discorso di sabato notte il presidente ucraino Volodimyr Zelensky.

Gli ucraini hanno fatto affluire nuove forze e hanno inflitto ai russi un primo stop a Lypove, a nord di Popasna. Ma l’offensiva è ben lungi dall’essersi arrestata nelle altre zone attorno a Popasna. "Le forze russe – osserva l’Institute for the study of war (Isw) – hanno intensificato gli sforzi per circondare e catturare Severodonetsk il 21 maggio e probabilmente continueranno a farlo nei prossimi giorni poiché gli sforzi su altri assi di avanzamento, incluso Izyum, rimangono in gran parte bloccati. Le truppe russe nell’oblast di Lugansk probabilmente si muoveranno per trarre vantaggio dai recenti guadagni ottenuti, con l’obiettivo di circondare e assediare Severodonetsk, l’ultimo caposaldo ucraino nella regione". Attualmente gli attacchi a Severodonetsk avvengono da est e da nord dove i russi sono da settimane a pochi chilometri dalla città, ma nonostante pesanti bombardamenti non riescono ad avere ragione delle postazioni fortificate degli ucraini. "Gli attacchi nemici – ha commentato la Commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino Liudmyla Denisova – vengono costantemente lanciati in molte direzioni. Il nemico accumula tutte le sue forze per assaltare Severodonetsk, alla periferia della quale si svolgono costantemente battaglie. La città viene trasformata in una nuova Mariupol". Ma per prenderla, i russi hanno bisogno di circondarla, obiettivo ancora lontano. Per questo è importante l’avanzata da sud, da Popasna. A consentire l’avanzata il fatto che i russi hanno migliorato le proprie tattiche e non attaccano più i villaggi con le truppe della “prima ondata“ per conquistarli, ma li aggirano, procedendo in profondità e lasciando alla “seconda ondata“ di truppe il compito di cercare di prenderli. Decisivo il fatto che nella zona sia presente una infrastruttura ferroviaria che, giungendo fino a Kadiivka-Alchevsk, a 30 chilometri da Popasna, consente ai russi (che hanno mostrato problemi logistici) di portare i rifornimenti quasi in prima linea.

Decisivo anche il fatto che sono state utilizzate forze esperte e rodate al combattimento: i parà della 76° divisione VDV oltre ai mercenari di Wagner e a truppe meccanizzate (57° brigata meccanizzata e 40° brigata di fanteria di marina più secessionisti del Donbass) , che sono state dotate anche di una decina di temibili blindati BMTP Terminator 2. Per far fronte all’avanzata gli ucraini hanno fatto affluire due brigate in modo da fermare i russi ed evitare l’accerchiamento: i prossimi giorni saranno decisivi.

Alessandro Farruggia

© Riproduzione riservata

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