Mercoledì 24 Aprile 2024

Quadro acquistato all’asta. La procura: processate Sgarbi: "Non ha pagato le imposte"

La replica dell’ex sottosegretario: "Fu regalato alla mia fidanzata da un banchiere" .

Quadro acquistato all’asta. La procura: processate Sgarbi: "Non ha pagato le imposte"

Quadro acquistato all’asta. La procura: processate Sgarbi: "Non ha pagato le imposte"

Colpo di acceleratore della Procura di Roma nell’indagine che vede indagato l’ex sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, di reati fiscali in relazione all’acquisto, nel corso di un’asta, di un dipinto. I magistrati di piazzale Clodio hanno chiesto per il critico d’arte il rinvio a giudizio e ora l’ufficio del gip dovrà fissare la data dell’udienza. Nei confronti di Sgarbi, i pm contestano il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Debiti che il critico d’arte ha con l’Agenzia delle Entrate per un totale di circa 715mila euro. La richiesta di processo è giudicata "inspiegabile" da Sgarbi.

"Verrà dagli avvocati motivato attraverso la contraddizione profonda di un magistrato che pensa che io, che contemporaneamente compravo opere d’arte per me – commenta il parlamentare – dovessi usare la mia fidanzata per un quadro che invece era suo, è stato regalato a lei. Mi pare legittimo regalare le cose. Ormai siamo nello stato talmente privo di principi che si ritiene che se uno compra un quadro deve essere per forza una persona che lo vuole. E invece può essere un dono, ed è stato un dono".

Secondo l’impianto accusatorio Sgarbi acquistò il dipinto nel 2020 all’asta facendo figurare la compagna come acquirente e con denaro di una terza persona con l’intento di mettere l’opera al riparo da eventuali aggressioni da parte del Fisco. Il procedimento era stato avviato nei mesi scorsi e l’elezione di domicilio a Sgarbi era stata notificata durante l’estate 2023. La vicenda finita all’attenzione dei magistrati del pool che si occupano di reati fiscali risale all’ottobre di tre anni fa ed è legata ad una vendita durante la quale, secondo l’accusa, la fidanzata di Sgarbi, Sabrina Colle, avrebbe acquistato un’opera dell’artista Vittorio Zecchin pagandola 148 mila euro circa. Per i magistrati il reale acquirente sarebbe però lo stesso critico d’arte.

Una ricostruzione contestata da Sgarbi, che è stato ascoltato nelle scorse settimane a piazzale Clodio e agli inquirenti aveva assicurato un piano per rientrare dal debito con il fisco, per il quale l’operazione sarebbe stata effettuata da Colle con il denaro di una terza persona.

L’acquisto del dipinto, "Il giardino delle fate", opera del 1913, secondo la tesi di

Sgarbi, sarebbe stato realizzato grazie alla munificenza dell’ormai defunto Corrado Sforza Fogliani, avvocato cassazionista e banchiere, ex presidente di Confedilizia e vicepresidente dell’Abi. Per la Procura l’obiettivo era, invece, mettere l’opera al riparo da eventuali interventi da parte dell’Entrate. Per chi indaga quanto avvenuto configura il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte che punisce chiunque "al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte" "aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva".