12 apr 2022

"Putin non ascolta e non si ferma" Fallisce anche la missione austriaca

Il cancelliere Nehammer: "Non è stato un colloquio amichevole. Parole chiare e dure sui crimini di guerra"

giovanni rossi
Cronaca
Il cancelliere austriaco Karl Nehammer, 49 anni, ieri ha incontrato il presidente russo Putin
Il cancelliere austriaco Karl Nehammer, 49 anni, ieri ha incontrato il presidente russo Putin
Il cancelliere austriaco Karl Nehammer, 49 anni, ieri ha incontrato il presidente russo Putin

di Giovanni Rossi Missione fallita. "Duro, franco, non amichevole". Il primo colloquio di un leader occidentale a Mosca dopo l’invasione ucraina si chiude dopo 75’ di calibrata contrapposizione. Il cancelliere austriaco Karl Nehammer esce dalla residenza di Vladimir Putin a Novo Ogaryovo sintetizzando un negoziato senza sbocchi. Il tentativo di convincere lo zar "che questa guerra deve finire, perché in una guerra ci sono solo perdenti", cade nel vuoto diplomatico. Putin non ascolta. Non offre aperture: solo brandelli di speranza nei colloqui turchi, peraltro già traditi nello spirito e sul campo dopo i falsi messaggi distensivi sulla riduzione radicale delle attività belliche. Dall’ambasciata austriaca a Mosca, Nehammer non accredita aperture: "Nessuna impressione positiva, l’offensiva russa proseguirà": nell’est dell’Ucraina l’Armata Rossa "sta preparando un attacco brutale e massiccio", perché Putin "diffida della comunità internazionale e del diritto internazionale". Secondo il cancelliere, lo zar manifesta fiducia solo "nel processo di Istanbul e nei colloqui in Turchia, unico formato possibile per un confronto". Nehammer, già in visita a Kiev, replica anche alle perplessità di chi gli rimprovera la trasferta a Mosca: "Non sarei qui se Zelensky fosse stato contrario". Ancora: "Non esiste un embargo diplomatico: ogni piccolo passo è importante. Una cosa è telefonare a qualcuno, un’altra guardarlo negli occhi". Per spiegare "senza mezzi termini, che finché le persone moriranno in Ucraina, le sanzioni contro la Russia continueranno a essere inasprite". "L’Unione europea – insiste il leader viennese – su questa questione è unita come non mai". Così come sui crimini di guerra. "Come chiarito a Putin – è l’intimazione –, tutti i responsabili dovranno essere puniti" e "c’è la necessità urgente di corridoi umanitari per portare acqua e cibo alle città e salvare feriti, donne e bambini". Il Cremlino non replica direttamente. Affida il fastidio di giornata alle parole del ministro degli Esteri Sergej Lavrov, ...

© Riproduzione riservata

Stai leggendo un articolo Premium.

Sei già abbonato a Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione o Il Telegrafo?

Subito nel tuo abbonamento:

Tutti i contenuti Premium di Quotidiano Nazionale oltre a quelli de Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e Il TelegrafoNessuna pubblicità sugli articoli PremiumLa Newsletter settimanale del DirettoreAccesso riservato a eventi esclusivi
Scopri gli altri abbonamenti online e l'edizione digitale.Vai all'offerta

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?