6 mar 2022

Putin: in galera chi parla di guerra all’Ucraina La Rai e l’Ansa ritirano gli inviati dalla Russia

Il Cremlino alza il livello della censura: i giornalisti rischiano fino a 15 anni di carcere. Anche la Cnn e la Bbc lasciano il Paese

massimo donelli
Cronaca

di Massimo Donelli Prima ha messo in ginocchio l’Europa con manovre di mercato che hanno fatto aumentare il prezzo del gas del 500 per cento (da 21 a 120 euro al megawattora). Poi ha messo a ferro e fuoco l’Ucraina con la scusa di aiutare Donetsk e Lugansk, le due province del Donbass che si sono ribellate al governo di Kiev autoproclamandosi repubbliche indipendenti. Infine, ha messo a cuccia la libera informazione, quella interna (pochissima) e quella internazionale, con una legge che innalza da 3 a 15 anni di carcere la pena massima per chi diffonde notizie false e getta discredito sull’esercito russo. Adesso che cos’altro farà Vladimir Vladimirovic Putin, 69 anni, presidente della Federazione russa, per riportare in vita l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (Urss) e, con essa, l’ordine internazionale che Iosif Vissarionovic Džugašvili, detto Stalin (1878-1953), impose agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna alla fine della Seconda guerra mondiale (1939-1945)? Non lo sappiamo. E se mai fosse esistita la possibilità di saperlo, quella possibilità non c’è più. A Mosca, infatti, è diventato impossibile fare informazione. Ovvero è stata cancellata la libertà. Perché aveva ragione lo scrittore inglese George Orwell (1903-1950) quando nella prefazione al suo libro La fattoria degli animali (1945), parodia della dittatura sovietica con i maiali al potere, scriveva: "Se libertà vuol dire veramente qualcosa, significa il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire". No. Putin non vuole sentire né leggere le parole aggressione, invasione e guerra nei reportage sull’Ucraina. Così, prima ha chiuso Radio Echo Mosca, nata nel 1991 "per difendere la nuova Russia che sta nascendo" e, quindi, al fianco del presidente Michail Sergeevic Gorbaciov, oggi 91enne, l’uomo che da segretario generale del Pcus (Partito comunista dell’Unione sovietica) aveva demolito l’Urss. Poi ha oscurato Meduza, quotidiano online e aggregatore ...

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