Putin in Italia: con il Papa, Mattarella e Berlusconi
Putin in Italia: con il Papa, Mattarella e Berlusconi

Milano, 10 giugno 2015 - Tra misure di sicurezza particolarmente rigorose  Vladimir Putin ha visitato oggi Expo per la cerimonia d'apertura della Giornata nazionale della Russia. Si è fatto attendere il presidente russo, noto per essere un ritardatario cronico. E in ritardo, un'ora abbondante, è arrivato anche in Vaticano, dove lo aspettava Papa Francesco. Da San Pietro al Quirinale: Putin ha incontrato anche il capo dello Stato Sergio Mattarella, prima di ripartire per Mosca da Fiumicino. Ad accoglierlo all'aeroporto l'ex premier e amico Silvio Berlusconi, e dopo mezz'ora di colloquio i saluti.  

ALL'EXPO - Matteo Renzi e Putin hanno visitato assieme il Padiglione Italia e il Padiglione Russia: tra i due leader c'è stata una calorosa stretta di mano, poi l'esecuzione degli inni nazionali. La giornata è proseguita con un bilaterale Italia-Russia seguito da una conferenza stampa.  Ad accogliere i leader il commissario unico di Expo 2015, Giuseppe Sala, insieme al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, al presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e al prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca. Sono accorsi anche alcuni cittadini russi, con le bandiere nazionali dietro le transenne e un cartello con la scritta " Putin salva il mondo" e "No sanzioni". Putin è giunto accompagnato da una folta delegazione: oltre a rappresentanti del Governo, ne fanno parte anche dirigenti di importanti gruppi energetici, quali Igor Sechin, numero uno di Rosneft e Alexei Miller, di Gazprom. Tra i presenti il primo-vice ministro Igo Shuvalov, il ministro dell'Industria Denis Manturov e il ministro dello Sviluppo economico Alexei Uliakaiev. 

PUTIN: "ITALIA GRANDE PARTNER" - "Esprimo il riconoscimento al presidente Renzi per la partecipazione alla Giornata nazionale russa" ha detto il presidente della Federazione Russa alla cerimonia di apertura del National Day della Russia a Expo. "Il nostro Paese è stato uno dei primi ad appoggiare la domanda italiana per Expo 2015" ha ricordato il presidente russo, sottolineando che "Russia e Italia sono legate da rapporti molto stretti" e che "da oltre 500 anni l'Italia è un importante partner della Russia". "Nel 2014 - ha aggiunto sfiorando il tema dell'Expo, "Nutrire il pianeta" - abbiamo avuto uno dei più grandi raccolti di grano, 105 mln di tonnellate. Questo ci ha permesso non solo di soddisfare il fabbisogno nazionale ma di accrescere di 30 mln il potenziale delle esportazioni". Putin ha pure regalato a Renzi l'orsetto-matrioska adottato come mascotte russa all'Expo.

RENZI: "QUESTIONI CI DIVIDONO" - Il premier Renzi ha riservato al partner russo un'accoglienza distesa ma senza tralasciare di marcare le diversità: "Grazie di essere qui con noi a Milano e avere contribuito al successo della preparazione di Expo - ha detto -. La accolgo con grande gioia in questo spazio. "Viviamo un quadro internazionale difficile, anche per questioni che non ci vedono unite, ma che dovranno vederci sempre più dalla stessa parte, a cominciare dalla minaccia terroristica globale". Poi Renzi ha citato Dostoevskij, "pietra miliare della civiltà letteraria del mondo: 'La bellezza salva il mondo'", e ha dato appuntamento a Putin per i Mondiali del 2018, ai quali ha detto che vorrà presenziare, sperando di dare "qualche delusione" sportiva al padrone di casa.

IL BILATERALE - Al termine della visita, all'interno del padiglione Italia è iniziato l'incontro bilaterale tra il premier Matteo Renzi e il presidente russo Vladimir Putin, a cui ha partecipato anche l'ambasciatore Armando Varricchio. Al termine, relativamente al conflitto in Ucraina, Renzi ha detto: "Abbiamo condiviso un principio fondamentale, ovvero che gli accordi di Minsk 2 sono la stella polare di tutti gli sforzi". "Non ci sono altre soluzioni se non la pace", ha convenuto Putin "ma non tutti gli aspetti degli accordi di Minsk sono stati applicati". Quanto alle sanzioni "o si eliminano o si modificano" ha detto Putin. Secondo Putin le società italiane del settore tecnologico-militare hanno già perso un miliardo di euro a causa delle sanzioni occidentali contro la Russia. E in ballo c'è anche un contratto da 3 miliardi di euro, che riguarda il progetto tra la corporation statale Rostec e l'italiana Finmeccanica per la costruzione di elicotteri per Rosneft. Renzi ha risposto sottolineando ancora una volta che "se gli accordi di Minsk 2 saranno rispettati, e Putin sottolinea integralmente, si procederà in modo spedito in quella direzione, la fase di tensioni, di sanzioni e di 'contro sanzioni' commerciali verrà meno". Accenno polemico all'esclusione della Russia dal G8, sempre per via del conflitto in Ucraina: "I nostri partner hanno deciso che non ne avevano bisogno". 

Sulla lotta al terrorismo "ho confermato al presidente Putin - ha detto Renzi - la necessità prioritaria di affrontare la situazione del Mediterraneo. "Quello che accade in Libia è una catastrofe" ha sottolineato Putin "l'implosione dello Stato libico è conseguenza dell'intervento militare in Libia del 2011. Noi siamo per una soluzione pacifica della crisi, anche in ambito Onu", ha detto il presidente russo, senza entrare però nel dettaglio della posizione della Russia, che nutre perplessità sull'eventualità di autorizzare in sede di Consiglio di Sicurezza un intervento militare per contrastare il traffico di migranti.

IN RITARDO DAL PAPA - Il presidente russo è arrivato in Vaticano con 70 minuti di ritardo rispetto all'orario previsto. Per Putin è la seconda volta da Papa Bregoglio, con cui ebbe un primo incontro nel novembre 2013. Anche allora il capo dello Stato russo, noto per essere un cronico ritardatario, si fece attendere per una cinquantina di minuti. Putin è arrivato su una lunga limousine Mercedes con i vetri scuri: del corteo facevano parte altre 12 vetture, minibus compresi. Il colloquio col Pontefice, che lo ha accolto con un saluto in tedesco, è durato una cinquantina di minuti, quindi Putin ha lasciato il Vaticano. 

  Putin dal Papa con maxi-scorta e un corteo di oltre 20 auto

UCRAINA AL CENTRO  DEL COLLOQUIO - Papa Francesco ha chiesto al presidente "un grande sforzo per realizzare la pace" in Ucraina. E' "essenziale l'impegno per affrontare la grave situazione umanitaria", ha detto il Pontefice, "assicurando fra l'altro l'accesso agli agenti umanitari e con il contributo di tutte le parti per una progressiva distensione della Regione". E i due hanno convenuto "sull'importanza di ricostruire un clima di dialogo e che tutte le parti si impegnino per attuare gli accordi di Minsk". Lo ha riferito il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

Putin al Quirinale con Sergio Mattarella (Ansa)L'INCONTRO CON MATTARELLA - Nel pomeriggio Vladimir Vladimirovic Putin ha incontrato anche il capo dello Stato Mattarella con cui ha condiviso la sua soddisfazione per la "costruttiva" giornata italiana. "Abbiamo lavorato bene con il capo del governo, con il Pontefice ho avuto un bell'incontro", ha detto il leader del Cremlino durante il colloquio al Quirinale, secondo quanto riportano le agenzie russe. 

A COLLOQUIO CON SILVIO - Prima di ripartire per Mosca, Putin ha salutato Silvio Berlusconi, con cui c'è un rapporto d'amicizia. L'ex premier ha raggiunto il presidente russo a Fiumicino. Il colloquio, in forma riservata, è avvenuto in una saletta del Cerimoniale di Stato. Ai due è stato servito uno spuntino portato in aeroporto da un addetto dell'ambasciata di Russia a Roma. Dopo mezz'ora di incontro un nuovo abbraccio cordiale, l'ex premier ha fatto dono di due maxi bottiglie al presidente russo, che è subito è salito sull'aereo speciale con cui fare ritorno a Mosca.

"Domani presenteremo alla Camera una mozione che si rivolge al Governo per non continuare nelle sanzioni verso la Russia, sanzioni che ledono i nostri interessi per degli importi molto consistenti": così Silvio Berlusconi dopo l'incontro con Putin.

"Vorremmo inoltre - ha aggiunto il Cavaliere - che il Governo si impegnasse a convincere più Paesi europei possibile a seguire questo esempio e che ci impegnassimo anche a convincere gli amici americani che non si può tornare ad un clima di guerra fredda". Berlusconi ha poi parlato dell'incontro con il presidente russo: "Ho voluto che questo incontro fosse veloce perché Putin è dovuto rientrare a Mosca per un impegno programmato domattina presto". "È positivo il fatto che abbia deciso di venire in Italia, anche per l'occasione dell'Expo: sono sempre in contatto con lui - ha concluso - ed andrò presto a fargli visita a Mosca".

"Gli italiani, gli europei della mia generazione, sono vissuti per decenni sotto l'incubo di due arsenali nucleari contrapposti dove l'arrivo di un folle poteva scatenare una guerra, ciascuno dei quali in grado di distruggere dieci volte la popolazione del pianeta. Quando nel 2002, e lo abbiamo ricordato stasera con Putin, riuscimmo a fare il Trattato della Nato con la Federazione Russa, noi ponemmo fine a quell'incubo". "Credo che dobbiamo ricordarlo ed auspicare che, pure in questa assoluta carenza di leadership nell'Occidente, si riesca a far venir fuori di nuovo il buon senso e riprendere quei rapporti con la Russia che avevano portato al cambiamento da me voluto dal G7 al G8. Rapporti che sono così necessari per una collaborazione su un piano globale".