I social media "tentano di sostituirsi alle legittime istituzioni democratiche", ossia ai governi. Parola del presidente russo Vladimir Putin che ha descritto il crescente potere di ‘Big Tech’, a suo avviso pericoloso. Putin, che ha parlato in collegamento con il Forum economico mondiale, ha fatto un chiaro riferimento ai fatti del Campidoglio...

I social media "tentano di sostituirsi alle legittime istituzioni democratiche", ossia ai governi. Parola del presidente russo Vladimir Putin che ha descritto il crescente potere di ‘Big Tech’, a suo avviso pericoloso.

Putin, che ha parlato in collegamento con il Forum economico mondiale, ha fatto un chiaro riferimento ai fatti del Campidoglio Usa del 6 gennaio e ha chiesto se la loro posizione di monopolio possa coincidere con gli interessi della società. "Dov’è il confine – si è chiesto – tra un business globale di successo, con servizi richiesti, con il consolidamento dei big data, e tentativi di dirigere in maniera rozza, a propria discrezione, la società, e sostituirsi alle legittime istituzioni democratiche? Limitare il naturale diritto di una persona di decidere da sola come vivere, cosa scegliere, quale posizione esprimere liberamente. Lo abbiamo appena visto tutti negli Stati Uniti", ha detto Putin al Forum economico mondiale di Davos organizzato in videoconferenza.

Nessun riferimento invece al video sul ‘palazzo segreto’ sul Mar Nero, girato e caricato su YouTube da Alexey Navalny, che ha totalizzato oltre 90 milioni di visualizzazioni, come si evince dallo stesso YouTube.

Il quotidiano russo Kommersant sottolinea che le visite ormai corrispondono quasi al numero di elettori in Russia. Ma Putin nei giorni scorsi ha negato che lui o i suoi familiari possiedano la villa lussuosa sul Mar Nero di cui riferisce il Fondo Anticorruzione di Navalny nella video-inchiesta. "Non ho visto il filmato per mancanza di tempo, ma ho dato un’occhiata alle raccolte video che mi hanno portato gli assistenti. Nulla di ciò che vi è indicato appartiene a me o a miei parenti stretti, né gli è appartenuto", ha detto il presidente russo.