Il governatore della Puglia, Michele Emiliano (Ansa)
Il governatore della Puglia, Michele Emiliano (Ansa)

Bari, 17 novembre 2020 - La Puglia si avvia ad essere la settima regione a entrare in zona rossa. Secondo gli ultimi dati infatti si prefigurerebbe il passaggio della Regione nella zona dove sono previste le restrizioni più dure, raggiungendo così Valle D'Aosta, Piemonte, Lombardia, Toscana, Campania, Calabria e la provincia di Bolzano. Non solo la Puglia richierebbe di cambiare fascia, passando a misure più restrittive, ma per sapere quali Regioni bisognerà attendere l'analisi dei dati da parte della Cabina di regia del ministero della salute.

Potrebbe cambiare ancora quindi la mappa colorata delle regioni (zona gialla, arancione e rossa) sul fronte della lotta al Coronavirus. Nel giorno in cui cresce il pressing delle Regioni perché si riveda il meccanismo dei 21 parametri per l'inclusione nelle diverse zone, in primo piano tutt'oggi c'è stata la situazione della Puglia che - sulla base del prossimo report dell'Istituto superiore di sanità - potrebbe passare dalla zona arancione (nella quale si trova dall'entrata in vigore dell'ultimo Dpcm) a quella rossa. Del resto sta aumentando la pressione affinchè la Puglia sia appunto inserita nella zona rossa, quella che prevede le misure più restrittive.

Il bollettino Covid del 17 novembre

Zona rossa e arancione: regole e divieti

In questo senso va l'appello lanciato da Filippo Anelli, presidente dell`Ordine dei medici di Bari a fronte dei dati epidemiologici della Puglia, che continuano a salire nonostante le misure restrittive. "Il virus continua a diffondersi a una velocità preoccupante in Puglia. L'assessore Lopalco chieda subito al governo di rendere la Puglia regione rossa".

Puglia: i dati del 16 novembre

Stesso appello arriva anche dalla Fimmg per bocca di Nicola Gaballo, referente per l'area 'Emergenza Urgenza': "Il sistema del 118 in Puglia è già oggi al collasso. Se vogliamo evitare altre morti, occorre rendere subito la regione zona rossa".

Ad Anelli risponde il sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio de Caro: "Io non conosco i dati, però quello che voglio ricordare a tutti è che quei dati, inseriti poi in un algoritmo, vengono alimentati ogni giorno dalle regioni. La Regione quindi sa se la situazione sta peggiorando, noi sindaci non lo sappiamo e non lo sanno nemmeno i cittadini".

Nessuna presa di posizione al momento del governatore Michele Emiliano (dopo le elezioni la Puglia è ancora senza giunta). Il suo collega dell'Sbruzzo, Marco Marsilio, ha anticipato per esemio i tempi e ha firmato un'ordinanza che mette l'Abruzzo in zona rossa da domani (me4coldì 18 novembre).

Secondo il Dpcm del 3 novembre scorso è il ministro della Salute Roberto Speranza a inserire le regioni nelle singole zone sulla base del risultato dei 21 parametri fissati nel report settimanali dell'Istituto superiore di sanità.

I dati del 17 novembre

Sono 1.234 i nuovi casi in Puglia, dove sono stati registrati 6.228 test: 495 in provincia di Bari, 88 in provincia di Brindisi, 124 nella provincia BAT, 182 in provincia di Foggia, 94 in provincia di Lecce, 245 in provincia di Taranto, 7 residenti fuori regione, 1 caso di provincia di residenza non nota è stato riclassificato e attribuito. Sono 36 i decessi: 8 in provincia di Bari, 3 in provincia di Brindisi, 2 in provincia BAT, 16 in provincia di Foggia, 6 in provincia di Taranto, 1 residente fuori regione.

Lo Palco

"Ormai è un virus endemico, non andrà più via". Parola di Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, intervenuto a 'Un giorno da pecora' su Rai Radio 1. Poi ha precisato: "E comunque, a mano a mano che arriveranno le nuove ondate" che continueranno a susseguirsi, "saranno sempre più lievi".