15 mar 2022

Psicosi Ucraina, si svuotano gli scaffali: nei supermercati i primi razionamenti

A rischio olio di semi, farina e i suoi derivati: il prezzo del pane alle stelle. Alcune catene hanno messo tetti all’acquisto. Confcommercio: "Se la guerra continua possibili difficoltà nella distribuzione". Coop: a fare incetta grossisti e ristoratori

elena g. polidori
Cronaca
Diverse persone hanno fatto incetta di beni di prima necessità: ma, per ora, nessun prodotto rischia l’esaurimento
Diverse persone hanno fatto incetta di beni di prima necessità: ma, per ora, nessun prodotto rischia l’esaurimento
Un supermercato con l'avviso sull'olio di semi

di Elena G. Polidori

L’emergenza potrebbe presentarsi, in modo lento ma inesorabile, nelle prossime settimane. Anche perché la Russia prevede di limitare le esportazioni di grano, orzo e segale per assicurare adeguate forniture al suo popolo, "proteggendolo" dall’aumento dei prezzi innescato dalle sanzioni, mentre in Ucraina i raccolti del grano e del mais saranno limitati a causa della guerra, con il prezzo a tonnellata destinato ad aumentare.

In questo quadro, alcuni supermercati italiani hanno deciso di razionare la possibilità di acquisto di generi alimentari come l’olio di semi, farina e i suoi derivati (il pane, per esempio) mentre i prezzi schizzano verso l’alto. A Ferrara, nei giorni scorsi, si sarebbero sfiorati i 10 euro al chilo.

Per questo, anche se non si può ancora certificare un’emergenza vera e propria, si assiste "alla stessa psicosi – confidano dal gruppo Conad – che abbiamo visto nell’immediatezza della prima ondata del Covid, ovvero gente che si precipita ad accaparrarsi quanto più può di ogni genere di primaria necessità, dal pomodoro pelato alla farina, all’olio appunto, senza che per il momento ci sia una reale crisi della distribuzione all’orizzonte. Non abbiamo messo limitazioni agli acquisti, ma ci ripromettiamo il ripensamento in caso la situazione dovesse andare avanti ancora a lungo".

La guerra di Putin, in realtà, non promette esiti a breve scadenza e dunque le filiere alimentari e quelle della grande distribuzione si interrogano, immaginando il peggio. "I centri della grande distribuzione alimentare – spiega Donatella Prampolini, vice presidente di Confcommercio – per il momento non destano problemi, ma se la situazione dovesse perdurare a lungo, allora si potrebbe entrare in sofferenza soprattutto per il reparto agroalimentare e per quello dei cereali, dove l’Italia non è affatto autonoma e dipende proprio da Paesi come l’Ucraina".

C’è poi il problema dell’olio di semi che potrebbe "essere sostituito dall’olio di palma, ma è presto, comunque, per pensare alla sostituzione del genere nel mercato".

In questa situazione, partono però gli appelli, come quello della Cia (Commercianti indipendenti associati), una costola di Conad, che chiede di fermare la psicosi collettiva nei supermercati perché questa "può generare effetti speculativi e mettere in difficoltà le filiere". "Si sta manifestando una sorta di psicosi collettiva, anche alimentata dal tam tam mediatico e social, che produce una corsa all’acquisto indotta dalla paura soprattutto su alcuni generi primari come farina, pane e olio – spiega la Cia – tutto ciò mette in difficoltà le filiere interessate, innescando direttamente indesiderati effetti speculativi che producono un aumento immediato dell’ansia e della reazione emotiva, così come dell’inflazione". Stesso sentimento che anima la Coop dove episodi di accaparramento si sono realmente verificati.

"Niente di particolarmente grave – si sottolinea dal gruppo cooperativo –, ma in molti supermercati abbiamo assistito ad accaparramenti da parte di grossisti e ristoratori, che hanno fatto incetta di olio di semi e di farine mettendo a rischio la possibilità di acquisto da parte delle persone comuni. Per questo, in alcuni supermercati è stato messo un tetto alla possibilità di acquisto di alcuni generi, ma solo per evitare questi fenomeni, non perché ci sia effettivamente un problema legato alla carenza distributiva". Stessa musica, più o meno, da parte di Esselunga che ha imposto limitazioni all’olio di semi di girasole per evitare fenomeni speculativi e soddisfare, pertanto, le richieste di tutti i nostri clienti".

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