BOLOGNA

La verità di quella maledetta decisione sta tutta dentro i telefonini. Ne sono sicuri i poliziotti della mobile, diretti dalla procura di Bologna, impegnati a fare chiarezza sul suicidio di una dodicenne volata martedì pomeriggio dalla finestra di casa, al quarto piano di un palazzo in un quartiere a due passi dal centro città. Gli inquirenti stanno estrapolando messaggi nelle chat e sui social utilizzati dalla giovane vittima.

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Un lavoro lungo e molto difficile anche perché uno dei due apparecchi in uso — quello nuovo che il padre le aveva appena regalato — è andato distrutto nell’impatto con il suolo. Il papà della ragazza aveva avuto un recente screzio con la figlia dopo il ritrovamento nello smartphone di un link dai contenuti pornografici (con successive restrizioni nella navigazione). Intanto la polizia, che continua a sentire gli amichetti della dodicenne, ieri si è presentata a scuola per cercare, insieme alle insegnanti, di dare una risposta ai tanti perché.