La cisterna di latte data alle fiamme nel Sassarese in un precedente assalto (Ansa)
La cisterna di latte data alle fiamme nel Sassarese in un precedente assalto (Ansa)

Sassari, 26 febbraio 2019  - Ancora un asssalto armato a un camion cisterna del latte, che questa volta è stato dato alle fiamme. E' avvenuto nel Sassarese. E proprio oggi è previsto un incontro in prefettura a Sassari tra pastori e trasformatori sul prezzo del latte. 

Come domenica, a urne aperte, anxche oggi alcuni uomini armati, con il volto coperto, hanno bloccato il mezzo tra Nule e Osidda. Erano le 6.30. Hanno fatto scendere il conducente, e hanno incendiato l'autocisterna. 

Domenica un attacco simile era avvenuto nei pressi di Orune, nel Nuorese, lungo sulla statale 389. L'assalto era stato effettuato da due uomini armati di fucili e volti coperti. Il due hanno costretto l'autista del camion a uscire dall'abitacolo e a sversare il latte sull'asfalto. Ma quella volta gli assalitori non incendiarono la cisterna perché avevano accertato che il mezzo era di un 'padroncino' e non di un industriale lo hanno lasciato andare.

Condanna da parte del ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Questi delinquenti non hanno niente a che fare coi pastori, con la loro fatica, la loro protesta e le loro ragioni". Poi riferendosi agli assalitori, scrive: "Questi sono solo dei criminali. E come tali saranno trattati". 

Oggi in prefettura a Sassari riprende il negoziato sul prezzo del latte di pecora, una vertenza che ha condizionato anche la campagna elettorale in Sardegna. Il tavolo è stato spostato da Roma a Sassari, con la nomina del prefetto Giuseppe Marani a commissario della filiera lattiero-casearia. All'ordine del giorno "la definizione di una metodologia relativa ai prezzi finali dei prodotti correlando il prezzo del latte alle dinamiche del mercato del formaggio (Dop sarde)". 

Al tavolo i pastori, gli industriali e le organizzazioni di categoria. Le parti si stanno avvicinando: alla proposta di 72 centesimi al litro contenuta nella prima bozza di accordo con il ministro Centinaio, gli allevatori hanno risposto con 80 centesimi subito, per poi arrivare a un euro a fine stagione. 

Governo e Regione Sardegna hanno messo a disposizione circa 50 milioni di euro per abbattere le scorte di pecorino romano, consentendo di aumentare il prezzo del latte ovino. 

SOLINAS: REGIONE DOVEVA PENSARCI PRIMA  - Il nuovo Presidente di Regione Sardegna, Christian Solinas ha commentato l'assalto alla cisterna: "Questi, purtroppo, sono fenomeni da criticare e da condannare senza se e senza ma. I pastori non credo siano questi, questi credo siano delinquenti. I nostri pastori rivendicano legittimamente una giusta remunerazione del loro lavoro e su questo fronte noi siamo immediatamente operativi per costruire un risposta di sistema. Una soluzione che dia prospettiva sia sul prezzo del latte ma che non escluda chi trasforma, chi commercializza e l'intera filiera. Ma questi atti di violenza e delinquenziali vanno condannati fermamente". 

Solinas punta il dito contro chi lo ha preceduto: "La Regione avrebbe dovuto accorgersi fin da prima dell'eccesso di sovra-produzione di pecorino romano, che ha determinato il crollo del prezzo, e avrebbe potuto e dovuto intervenire immediatamente. Si è lasciato passare troppo tempo. Il Ministro Salvini ha convocato le parti sostituendosi all'inerzia del Governo regionale. Ora con l'insediamento del nuovo Governo qui in Sardegna cercheremo di prendere in mano la situazione e di dare delle risposte che portino a quella gestione oculata dell'intera filiera del latte, che possa remunerare con un euro al litro il pezzo del latte".