L'infettivologo Matteo Bassetti
L'infettivologo Matteo Bassetti

Roma, 2 novembre 2021 - Mentre il governo pensa a una proroga dello stato di emergenza per la gestione della pandemia di Covid, stavolta sono diversi virologi - in genere i più prudenti - a considerare la misura superflua.

A cominciare dall'infettivologo Matteo Bassetti, che considera la proroga un po' anacronistica visto come stanno andando le cose: siamo il Paese migliore d'Europa per le vaccinazioni e anche per la situazione ospedaliera, tranne qualche situazione particolare come quella di Trieste. Quindi oggi dire prolunghiamo lo stato d'emergenza 'tout court' mi pare una fuga in avanti che eviterei di fare". "Anzi - continua Bassetti - , da una parte il ministro della Salute dice di voler prolungare e dall'altra il sottosegretario Sileri dice che torneremo a fare il Natale come abbiamo sempre fatto. Stridono un po' questi due mondi che ci fanno vedere un Governo, almeno per quanto riguarda la sanità, un po' disunito".

"Oggi se si deve stringere, la decisione da prendere è quella sull'obbligo vaccinale - aggiunge Bassetti -. Se abbiamo risultati eccezionali lo dobbiamo ai vaccini, allora cerchiamo di raggiungere il 10% degli italiani scettici attraverso l'obbligo e magari li recuperiamo in questo modo. E poi, più che stringere sul Green pass, pieno di tamponi, sarebbe meglio andare nella direzione di un certificato rilasciato solo con il vaccino per alcune tipologie di lavoratori. Forse è il momento non tanto di parlare di stato di emergenza ma - conclude - di cambiare strategia per avere la garanzia di una totale uscita dall'emergenza". 

Non c'è alcun bisogno di prorogare lo stato di emergenza nemmeno secondo Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica del Sacco di Milano, che a supporto della sua tesi sostiene: in questa fase della pandemia di Covid-19 "non abbiamo né i numeri né l'andamento" epidemiologico "da stato d'emergenza". "Certamente la situazione è da tenere sotto controllo con attenzione", premette l'esperta. Ma "per mantenere le misure" di cautela e prudenza "di cui abbiamo bisogno - osserva - non c'è necessità di uno stato d'emergenza. Quindi non capisco a cosa potrebbe servire prolungarlo". 

"Oggi quello che va fatto è non abbassare la guardia - sostiene Massimo Ciccozzi, docente di Statistica medica ed Epidemiologia all'università Campus Biomedico di Roma -, mantenendo grande attenzione ai propri comportamenti individuali. Vedo troppe persone senza mascherina e poco distanziamento", mentre proseguire con queste misure "è quello che fino a ieri ha fatto la differenza tra noi e il balzo dei casi del Regno Unito". 

"La risalita dei casi è probabilmente legata, oltre all'enorme numero di tamponi per il Green pass - sottolinea l'epidemiologo - anche al fatto che abbiamo ceduto qualcosa nei nostri comportamenti quotidiani. C'è meno distanziamento, ad esempio sui mezzi di trasporto che hanno ripreso a pieno ritmo, e anche la mascherina al chiuso spesso non viene portata proprio da tutti. Focalizzare tutte le attenzioni sulla proroga dello stato di emergenza mi sembra quasi inutile", ammonisce Ciccozzi: "Se vogliamo proseguire con l'ottimo lavoro fatto fino ad oggi, dobbiamo ricordarci che serve mantenere cautela e attenzione alle misure fin qui adottate".