Roma, 2 novembre 2021 - Si lavora a una ulteriore proroga per lo stato di emergenza scattato a seguito della pandemia di Coronavirus e in scadenza il 31 dicembre 2021. "La stiamo valutando senza timore", diceva domenica il ministro della Salute, Roberto Speranza. E il sottosegretario alla Salute, Angelo Costa, a '24Mattino' su Radio 24 oggi conferma: "Bisogna arrivare al 90% di vaccinati, soglia che ci permetterebbe di affrontare meglio la pandemia. Dobbiamo dare delle prospettive: se arriviamo al 90% si può pensare a rimodulare Green pass". L'ipotesi prevalente è quella di protrarre l'emergenza fino a marzo 2022. "Io credo che 3 mesi di proroga siano ragionevoli", diceva ieri sera Pierpaolo Sileri, l'altro sottosegretario alla Salute. Insomma, con la risalita dei contagi Covid e l'inverno alle porte, all'ordine del giorno non sembra esserci né un allentamento del Green pass, per lo meno nel breve periodo, né tanto meno la chiusura dello stato di emergenza. L'asticella è quella fissata da Costa al 90% dei vaccinati. Se si supera, le cose possono cambiare. 

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Intanto, come ormai sappiamo, l'emergenza necessita di una norma primaria per essere prorogata. E questo perché la sua durata "non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi". Solo che la prima volta, il 31 gennaio 2020, la misura è stata deliberata per soli sei mesi e quindi confermata per un anno il 31 luglio successivo. Le proroghe, insomma, sono terminate è già tre mesi fa si è dovuti intervenire con un decreto legge per allungare l'emergenza al 31 dicembre 2021. Lo stesso decreto che ha introdotto l'obbligo del Green pass nei ristoranti, cinema, teatri, palestre, manifestazioni sportive e culturali ed è stato convertito con la legge 126 del 16 settembre. Anche questa volta servirà, insomma, un passaggio parlamentare, mentre fino al 31 luglio è stata sufficiente una delibera del consiglio dei Ministri. 

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Come arrivare alla proroga

Tre le strade a disposizione: sun decreto ad hoc con il quale si indica la durata del nuovo stato di emergenza, un emendamento a un provvedimento già in discussione in Parlamento, sulla falsariga di quanto avvenuto pochi giorni fa nella legge di Bilancio, dove è stata inserita la proroga a tutto il 2022 dello stato di emergenza per il terremoto del centro Italia. Terza opzione è quella di inserire una norma nel decreto milleproroghe in arrivo a fine anno. A quanto filtra, sarebbe quest'ultima, al momento, l'ipotesi più gettonata.

Infine, la quarta via: far terminare lo stato di emergenza e fissare con un decreto legge (sempre norma primaria) tutte le misure ancora necessarie che, inevitabilmente, decadranno dovesse terminare l'efficacia del provvedimento (dalle mascherine allo smart working).

Cosa prevede lo stato di emergenza

Gran parte della nuova 'vita' degli italiani in tempo di Covid è regolata dallo stato di emergenza: dall'obbligo di mascherina al distanziamento, dai protocolli sul lavoro all'incentivo allo smartworking. Sempre in questo contesto il Governo può ricorrere ai Dpcm, decreti che non passano attraverso il via libera parlamentare. Celebri nell'era Conte, sono stati utilizzati anche da Mario Draghi. E perfino l'obbligo di Green pass, intesa come misura sanitaria, trova meno paletti grazie all'emergenza.

A livello giuridico, se viene prorogato il provvedimento la Protezione Civile potrà continuare a emettere ordinanze così poter agire con urgenza e con poteri straordinari per tutelare i cittadini. Allo stesso modo, la struttura commissariale di cui è a capo il generale Figliuolo e il Comitato tecnico scientifico sono organismi creati ad hoc per l'emergenza. Dovesse venire meno, formalmente, verrebbero probabilmente sciolti. Più in generale, se viene prorogato il provvedimento si potranno attuare interventi speciali con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge, rispettando i principi generali dell'ordinamento giuridico. Si pensi alle ordinanze con cui il ministro Speranza sancisce il cambio colore delle regioni.  Concludendosi lo stato di emergenza, cadrebbero subito anche alcune regole per i viaggi da e per l'estero. La misura, infatti, consente di attuare le restrizioni, in entrata e in uscita dal Paese, per tutelare la salute dei cittadini.