22 mar 2022

Profughi ucraini sfrattati dagli hotel "Non possiamo più ospitarli gratis"

Rimini: domenica un albergo ha messo alla porta 17 persone, ieri l’ultimatum di un’altra struttura "Li abbiamo accettati volentieri, però ci era stato garantito almeno il rimborso delle spese"

manuel spadazzi
Cronaca
Un uomo con in braccio la figlia in una stanza speciale per rifugiati alla stazione ferroviaria di Leopoli
Un uomo con in braccio la figlia in una stanza speciale per rifugiati alla stazione ferroviaria di Leopoli
Un uomo con in braccio la figlia in una stanza speciale per rifugiati alla stazione ferroviaria di Leopoli

di Manuel Spadazzi

Non c’è pace per loro. Scappati dalla guerra, ora devono ’fuggire’ anche da alcuni degli alberghi che avevano dato loro ospitalità. Profughi con la valigia sempre in mano. Accade a Rimini, dove i rifugiati ucraini sono già oltre 3mila. È la provincia con più profughi in Emilia-Romagna. Un primato dovuto anche ai tanti albergatori che hanno spalancato le porte dei loro hotel agli ucraini, facendosene totalmente carico. Solo che ora alcuni di loro battono cassa. "Non possiamo continuare a ospitarli gratis. Non possiamo fare ancora beneficenza".

È già accaduto in due strutture. Domenica il titolare dell’hotel Sissi, un piccolo due stelle di Rivazzurra, ha messo alla porta i 17 ucraini (tra cui 9 minorenni) alloggiati lì da circa una settimana. "Non riesco a tenerli ancora – spiega Mattia Ricci – se non si regolarizzano le cose. Li abbiamo ospitati volentieri, e abbiamo già dato la disponibilità alla prefettura e alla Protezione civile per continuare l’accoglienza. Ma non possiamo più farlo gratis". Il caso, domenica, è stato risolto dopo che i profughi si sono presentati con le valigie davanti alla questura: grazie all’intervento di polizia e prefettura hanno trascorso la notte nell’albergo. Poi però, ieri, il Comune e la protezione civile si sono dati da fare per spostarli altrove.

Stessa situazione all’hotel Abc, altro albergo di Rivazzurra a Rimini. Ma qui i profughi, alloggiati da circa una settimana, sono ben 114. E dopo l’ultimatum dei gestori, già oggi verranno sistemati altrove. La titolare dell’albergo spiega che "quando alcuni volontari ucraini si sono rivolti a noi chiedendoci di ospitare i connazionali, abbiamo accettato e li abbiamo accolti volentieri. Ci era stato garantito dai volontari che saremmo stati ripagati delle spese, ma così non è stato, e non possiamo continuare a tenere i rifugiati senza rimborsi spese". Perché "un conto è dare ospitalità per una settimana, un altro per periodi più lunghi".

Il ’caso’ Rimini si fa sempre più serio, perché i profughi ospitati negli hotel sono più di mille. Per questo l’assessore alla protezione sociale Kristian Gianfreda ieri, nel vertice con la Regione, è tornato alla carica. "Abbiamo il primato dei rifugiati ucraini, ma mentre in altri territori molti sono ospitati nelle famiglie qui tantissimi sono negli hotel". Pertanto "senza aiuti mirati degli enti sovraordinati, e una più equa distribuzione dei profughi, si rischia di aggiungere un’altra crisi a una situazione già di crisi. Non riusciamo ad accogliere tutti". Batte i pugni anche Patrizia Rinaldis, la presidente dell’associazione albergatori di Rimini: "La Regione e la prefettura accelerino le procedure e firmino subito i contratti con gli hotel resisi disponibili ad accogliere i profughi ucraini (a Rimini sono già 60, ndr) riconoscendo adeguati rimborsi, altrimenti la situazione diventerà esplosiva. E alla vigilia della stagione turistica non ce lo possiamo permettere".

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