24 mar 2022

Profughi ucraini accolti dai terremotati nelle Marche: "Vi ripagheremo"

Famiglia nelle casette post sisma di Pieve Torina: "Grazie italiani, per i bimbi è un angolo di pace"

lucia gentili
Cronaca
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La famiglia di profughi ucraini accolti nelle casette dei terremotati

Pieve Torina (Macerata), 24 marzo 2022 - Dai bombardamenti di Chernihiv, vicino Kiev, alle casette di Pieve Torina, uno dei Comuni della provincia di Macerata più colpiti dal sisma. Profughi e sfollati insieme. È la storia dei Guriev, Igor e Irina con i loro quattro bambini, in fuga dalla guerra e accolti dalle comunità terremotate grazie ad un progetto di accoglienza targato Abf, Andrea Bocelli Foundation. "Siamo tanto contenti di essere qui, in questo angolo di pace", dice la coppia. Lui, 36 anni, in Ucraina lavorava in una fabbrica di impianti di riscaldamento, mentre lei, 35 anni, come segretaria in un tribunale. "L’abbiamo fatto innanzitutto per i nostri figli – raccontano –. I più piccoli sembrano non essersi resi ancora conto del conflitto, mentre gli altri due sono terrorizzati ad ogni passaggio di aereo".

Anastasia ha 12 anni, Andrea 8, Viktoria 5 e Dmitrij 3. Abiteranno in sei in una delle cosiddette Sae, soluzioni abitative in emergenza, di 40 metri quadrati. Ma dicono grazie. "Vogliamo poter ricambiare quanto stiamo ricevendo – affermano marito e moglie –, poter essere utili per la comunità, lavorare". La vicina di casa, anzi di casetta, è una 92enne del posto, Lilia Pascucci Ferioli. Caso ha voluto che la sua assistente, Viktoria, fosse proprio una loro connazionale: Viktoria, nata in Crimea e vissuta a Ivano-Frankivs’k fino a otto anni fa, quando è approdata a Fiastra (il paese di nonna Peppina).

Ieri la signora Lilia ha dato il benvenuto ai nuovi arrivati; il loro viaggio della speranza, tra camion e pullman strapieni, è iniziato il 13 marzo. La gara di solidarietà, partita con Abf, continua grazie alla generosa disponibilità delle diverse comunità. Muccia ha subito messo in campo le strutture disponibili per alloggi di prima accoglienza, mensa, trasporti e logistica. Dai container degli operai della Quadrilatero, i ventitré ucraini – 13 (tra bambini e ragazzi di età compresa tra i 3 e i 18 anni) e 10 adulti – vengono sistemati nelle Sae dello stesso borgo, di altre due a San Ginesio e dell’unica libera di Pieve Torina, quella appunto data ai Guriev. Le altre casette sono tutte occupate dagli sfollati, a quasi sei anni dal sisma.

Nella prima fase di accoglienza, le famiglie sono guidate in un percorso di conoscenza dei luoghi di riferimento, della lingua affiancati da educatori e mediatori. I bambini hanno iniziato un percorso educativo laboratoriale, di ambientamento e socializzazione anche per l’apprendimento della lingua italiana con l’obiettivo di favorire l’inclusione nella comunità prima dell’inserimento nelle scuole, tra cui la primaria e l’infanzia "De Amicis" di Muccia, ricostruita dopo il sisma da Abf anche col contributo dei lettori di Qn-il Resto del Carlino. "Per noi, che abbiamo ricevuto solidarietà e sappiamo cosa significhi lasciare casa – dichiara il sindaco Alessandro Gentilucci – è un dovere metterci a disposizione".

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