CREMA

Trovato all’alba a terra, in un cantiere con un foro in testa, poco sangue, senza le scarpe. Un giallo quello del cadavere rinvenuto da un muratore, lunedì mattina a Crema. L’autopsia ieri non ha rivelato la presenza di alcun proiettile. La vittima è Mauro Pamiro, 44 anni, professore di informatica e musicista. Era sposato con Debora Stella, 39 anni, grafica. La donna è stata portata in commissariato. Lì ha ascoltato le domande del pm, ma non ha risposto. Poi, dopo circa tre ore di confronto, ha cominciato a dare segni di squilibrio, ora è ricoverata in psichiatria. Il pm l’ha iscritta nel registro degli indagati, come atto dovuto, per omicidio. Anche se gli investigatori non escludono nessuna ipotesi, compresi incidente e suicidio.

Ieri gli inquirenti hanno ispezionato la villetta della coppia – a 200 metri dal luogo del ritrovamento del cadavere –, messa sotto sequestro. Hanno cercato tracce di sangue (che pare abbiano trovato) e un eventuale arnese che potrebbe essere l’arma del delitto. Probabilmente il professore è stato colpito con un punteruolo, oppure un cacciavite. Perché? C’è stata una lite? Perché se lite c’è stata e il professore è morto, non è pensabile che una sola persona possa aver spostato il cadavere fino al cantiere. E in effetti, sembra che la polizia sia sulle tracce di un uomo, un cremasco noto alla coppia, che potrebbe essere la persona in grado di raccontare quel che è avvenuto quella notte.

Pier Giorgio Ruggeri