Bullismo a scuola
Bullismo a scuola

Alessandria, 29 marzo 2018 -  Hanno inchiodato a una sedia col nastro adesivo la supplente, una donna fragile e con difficoltà motorie. Poi hanno preso a calci la sedia in un crescendo di incitamenti, nell’irrefrenabile euforia dei 15 anni. Qualcuno ha filmato la scena col cellulare affrettandosi a diffonderla su Instagram. Mezza città ha potuto vedere il filmato prima che venisse rimosso. Su Facebook, sotto la notizia, i commenti più pacati sono modulati sull’invito alla "galera". Ha fermato le operazioni un ragazzo più grande, maggiorenne, richiamato dalla ola che rimbalzava nel corridoio. È arrivato il bidello, ha slegato l’insegnante che sta bene almeno fisicamente. La classe, una prima superiore di un istituto tecnico di Alessandria, Leonardo Da Vinci, è stata sospesa in blocco per un mese con obbligo di frequenza. Pena convertita in lavori di pulizia nella scuola stessa, su approvazione del consiglio di classe. Cronaca dalla scuola sotto assedio, da luogo di apprendimento a centro di accoglienza e pronto soccorso educativo. Questo episodio accaduto un mese fa e non seguito dalla denuncia della prof fa il punto della situazione. Non sorprende che molti insegnanti dell’istituto si siano scagliati contro il provvedimento disciplinare. A tanti sarebbe sembrata opportuna una pena più severa perché "il bullismo è bullismo, non importa contro chi".

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Svuotare i cestini: "Punizione per niente esemplare e messaggio sbagliato per chi rispetta la scuola". Ma non sorprende che altri colleghi riducano il fatto a una cosa di routine: "Sapeste che cosa succede nelle classi. Questo è niente". Sappiamo.

Il prof di educazione fisica picchiato dai genitori di un alunno di Avola rimproverato. Il vicepreside di una media di Foggia preso a calci e pugni in testa dal padre di un allievo. La docente a Piacenza colpita da uno studente al braccio e al viso. La collega finita sotto una grandinata di gomme da masticare. Il prof di Treviso preso a sberle su appuntamento da mamma e papà. E la più celebre per danni, la prof di italiano accoltellata in classe nel Casertano dal 17enne che non voleva farsi interrogare. A bordo è il caos. E un ragazzo di prima può davvero non riconoscere nell’insegnante l’autorità statale che rappresenta, specie se è una signora fragile che fatica a camminare. E per giunta supplente, che nella letteratura scolastica scatena spunti di disobbedienza.

L’amministrazione scolastica è troppo buona, si lamentano i sindacati dei docenti. Il minorenne non è perseguibile penalmente ma i genitori rispondono verso terzi dei danni prodotti dai figli. Sul caso di Alessandria lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Federico Bianchi di Castelbianco parla apertamente di "violenza operata da un branco con l’accordo degli spettatori gaudenti che riprendono con il loro cellulare le scene". Un caso gravissimo, dice: "Di fronte a una situazione così grave la risposta è stata una punizione che non solo è ridicola, ma mette in ridicolo noi adulti". Sì, i ragazzi andranno a portare via l’immondizia nell’intervallo a gruppi di tre. Il preside del Leonardo Da Vinci, Salvatore Ossino, conferma l’episodio ma – all’unisono con i genitori degli studenti coinvolti – minimizza: "Qua non ci sono mai stati episodi di bullismo. Una supplente è stata mandata in quella classe e presa in giro da due o tre studenti. Nessuno è stato preso a calci né è stato legato. Ho fatto di tutto per individuare i colpevoli. Anche denuncia alla polizia postale. Sono stati loro a suggerirmi di prendere provvedimenti. Ho convocato il consiglio di classe e i ragazzi sono stati sospesi".

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