Condanna a due anni confermata in appello per Vincenzo Iaquinta, imputato per reati di armi nel processo legato alla presenza della ’ndrangheta in Emilia Romagna attraverso la cosca Grande Aracri e ribattezzato ‘Aemilia’. All’ex calciatore, campione del mondo nel 2006, i giudici hanno concesso però la sospensione condizionale. Il padre, l’imprenditore Giuseppe Iaquinta, accusato di associazione mafiosa, si è visto ridurre la pena da 19 a 13 anni. L’ex attaccante era imputato per reati relativi alle armi ed è stato ritenuto – come in primo grado – estraneo all’associazione mafiosa. Gli imputati erano 118: rispetto al primo grado le pene inflitte si sono ridotte in modo significativo, da oltre 1.200 anni di carcere a circa 700.