Roma, al centro il gip di Catania Nunzio Sarpietro (Ansa)
Roma, al centro il gip di Catania Nunzio Sarpietro (Ansa)

Roma, 28 gennaio 2021 - Il premier dimissionario Giuseppe Conte è stato ascoltato a Roma nell'udienza preliminare del processo Gregoretti a carico del leader della Lega Matteo Salvini. Nell'ambito del procedimento vi è la richiesta di rinvio a giudizio dell'ex ministro dell'Interno del primo governo Conte, ascoltato come persona informata sui fatti. Presente il gup di Catania Nunzio Sarpietro. L'udienza si è conclusa poco dopo le 13.30. "Il premier Conte è stato molto collaborativo, molto profondo nelle risposte - ha detto il giudice Sarpietro all'uscita dell'udienza -. Ha fatto un'ottima testimonianza che mi ha chiarito tantissimi elementi sulla politica di governo e sulla ricollocazione dei migranti nei vari eventi Sar".

"Non parliamo ancora di reati, stiamo parlando di un processo in cui bisogna accertare se c'e' un reato - ha proseguito Sarpietro -. Sulla ricollocazione dei migranti c'era una politica generale di governo. La coralità delle decisioni atteneva alla metodologia generale, poi i singoli eventi erano curati dai singoli ministri: il ministro Salvini prima e la ministra Lamorgese dopo. Conte in difficoltà nel rispondere alle domande? No, assolutamente, ha risposto a delle domande che francamente erano estremamente generiche". L'avvocato di Salvini, Giulia Bongiorno, "ha insistito sulla posizione del presidente del Consiglio in relazione alla politica generale di ricollocazione".

Il preliminare riprenderà a Catania il prossimo 19 febbraio. Lo ha deciso il gup Sarpietro, stabilendo che per quella data, nell'aula bunker del carcere di Bicocca, saranno sentiti, come testimoni, l'allora vice premier e attuale ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e l'ambasciatore Maurizio Massari.

"Il premier Conte ha chiarito che la decisione sul pos (place of safety) per la Gregoretti è stata presa dall'allora ministro dell'interno Matteo Salvini", queste le dichiarazioni degli avvocati di parte civile. "Non e' andata come con Toninelli - ha detto Massimo Ferrante, legale di parte civile di due migranti che si trovavano a bordo della nave Gregoretti -. Conte ha risposto in maniera esaustiva, per quanto di sua competenza. Non si è trincerato dietro i 'non ricordo'". Nel corso dell'ultima udienza preliminare l'ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli era finito nel mirino delle polemiche per una deposizione segnata da incertezze. 

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Matteo Salvini, accompagnato dall'avvocato Giulia Bongiorno, era presente a Palazzo Chigi. Il leader leghista è imputato per sequestro di persona per il ritardo dello sbarco di 131 migranti nel luglio del 2019. "Matteo Salvini ha tutelato l'interesse nazionale e ha agito in linea con la politica governativa ribadita oggi da Giuseppe Conte", questa la sottolineatura della difesa esposta in una nota diffusa dopo l'udienza. "Conte ha confermato di essere 'stato protagonista' nella politica della redistribuzione prima degli sbarchi", si legge nel comunicato. Sulla base dei nuovi documenti ottenuti, viene confermato che "Salvini operò in linea con la politica governativa: il ministro si opponeva in attesa della redistribuzione dei migranti. Una prassi proseguita anche con il governo giallorosso". Nel corso dell'udienza, i legali di Salvini hanno evidenziato un altro aspetto: "Il premier aveva scritto a Salvini per sollecitare lo sbarco dei minori a bordo della Open Arms (episodio successivo alla Gregoretti, ma consumato negli ultimi giorni del Conte 1, senza fare cenno ai maggiorenni e senza aver mai preso iniziative simili in precedenza. L'ennesima dimostrazione, secondo la difesa dell'allora ministro, della piena consapevolezza e condivisione del governo".

"Siamo sicuramente soddisfatti da quanto è stato detto. C'è stato un cambio di marcia. E' stato documentato che in tutti i casi il presidente Conte si occupava di redistribuzione" ha detto Bongiorno. "Con oggi possiamo concludere che finalmente è venuta fuori la verità. Persino Conte ha parlato di linea politica condivisa. Quindi non era una scelta scellerata di Salvini, ma una linea politica che Conte ha condiviso".

 "Ringrazio il gip di Catania che, nei giorni dei Palamara che stanno mostrando il volto peggiore della magistratura politicizzata, ha approfondito ed ha capito quello che e' successo" ha dichiarato Matteo Salvini.