Ilaria Cucchi al processo sulla morte del fratello Stefano (Ansa)
Ilaria Cucchi al processo sulla morte del fratello Stefano (Ansa)

Roma, 21 maggio 2019 -  Con il via libera di Giuseppe Conte, Arma dei carabinieri, ministero della Difesa e ministero degli Interni hanno chiesto di costituirsi parte civile al processo per depistaggio sulla morte di Stefano Cucchi che vede coinvolti 8 carabinieri tra cui anche ufficiali. L'istanza dell'Avvocatura di Stato è stata avanzata oggi nel corso dell'udienza preliminare (il Gup si è riservato la decisione). Secondo il provvedimento, gli "imputati, nel commettere i reati contestati, hanno cagionato un grave danno patrimoniale e morale alle amministrazioni". Le loro condotte "hanno intralciato il normale esito e sviluppo delle operazioni di polizia giudiziaria creando grave nocumento all'azione delle autorità - accusa ancora l'Avvocatura -. Inoltre gli atti e comportamenti tenuti sono palesemente contrari ai principi di moralità e rettitudine che devono improntare l'agire di un militare". 

Per Ilaria Cucchi, che da anni si batte per la verità sulla morte del fratello, "oggi è una giornata significativa: sono emozionata". La decisione dell'Arma "è senza precedenti", commenta la Cucchi che dedica "questo a chi continua a insinuare che la famiglia Cucchi sia contro i Carabinieri e viceversa. E' un momento di riavvicinamento tra cittadini e istituzioni". E ancora: "questo lo dedico al signor Gianni Tonelli", l'ex segretario generale del sindacato di polizia Sap e parlamentare della Lega, che denunciò Ilaria per diffamazione. 

"In vicende come la nostra - ha aggiunto - troppe volte ho visto i indacati di polizia intromettersi contro le nostre famiglie. In quest'aula per la prima volta un sindacato si è schierato al nostro fianco e non contro di noi".

Oltre alla famiglia Cucchi hanno chiesto di costituirsi parte civile al processo anche gli agenti di polizia penitenziaria, il Sindacato dei Militari e di Cittadinanzattiva e Riccardo Casamassima, l'appuntato che con le sue rivelazioni ha fatto aprire l'inchiesta che ha dato luogo al processo bis sul caso: "Sto pagando da anni per aver detto la verità. Me l'hanno fatta pagare in ogni modo". 

Conte: sacrosanta richiesta di giustizia

"In questi giorni ho firmato il via libera al ministero della Difesa, al ministero dell'Interno e all'Arma dei Carabinieri a costituirsi parte civile nel procedimento sui presunti depistaggi riguardo la morte di Stefano Cucchi - scrive su facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte -. E' un segnale importante. Un atto dovuto per la legittima e sacrosanta richiesta di giustizia e verità della sorella Ilaria e dei genitori, per tutelare il ruolo delle Istituzioni e di quelle Forze dell'Ordine che ogni giorno, con dedizione, garantiscono la sicurezza del Paese". 

Salvini: poche mele marce

"Per colpa di poche mele marce non possiamo accettare che vengano infangate tutte le divise - ha spiegato il ministro dell'Interno Matteo Salvini - È questo che ha motivato la costituzione di parte civile del Viminale nel processo Cucchi: mi auguro finiscano gli attacchi e le insinuazioni contro tutte le donne e gli uomini che tutti i giorni vigilano sulla sicurezza degli italiani"