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Grosseto, 13 dicembre 2014 - Un sabato di interrogatori per Francesco Schettino. L'ex comandante della Costa Concordia ha risposto a nuove domande nella controprova dell'accusa. Ecco la diretta, dopo il fuoco di fila di domande di ieri, quando ha risposto ai legali delle tante parti civili nel processo per la morte di 32 persone durante il naufragio della nave all'Isola del Giglio. L'udienza si è chiusa intorno alle 15. All'uscita del Teatro Moderno Schettino non ha rilasciato dichiarazioni, dicendo solo "Buon Natale". Il processo riprenderà il 12 gennaio. La sentenza è attesa per la seconda metà di febbraio. 

ORE 14: "ERRORE TIMONIERE DETERMINANTE": Durante il controesame dell’avvocato di parte civile Alessandra Guarini, alla domanda su che cosa ha influito sul naufragio, considerando che ad agosto 2011 durante l’accostata del comandante Garbarino la Concordia era passata addirittura a una distanza inferiore dalla costa del Giglio, Schettino ha risposto: “L’errore del timoniere, che non ci ha concesso, se possibile, di correggere come avremmo dovuto”.

ORE 13.-17: "CON TRENTA SECONDI IN PIU' LA MANOVRA RIUSCIVA": «Con 30 secondi in più a disposizione, la manovra riusciva»: lo ha detto Francesco Schettino nel corso del controesame del pm Stefano Pizza a proposito della manovra di emergenza che tentò dal ponte di comando della Costa Concordia presso l'isola del Giglio. Nel confronto si è evidenziato la rotta prevista a 0,5 miglia dal Giglio, distanza calcolata alla partenza da Civitavecchia sulla mappa nautica ma che, nei fatti, non fu rispettata fino a determinarsi l'urto con gli scogli.

ORE 12.30 - “ Gli ufficiali che erano in plancia con lei sono venuti a testimoniare qui e tutti hanno detto che l’emergenza poteva essere data prima -, ha chiesto il pm Pizza a Schettino - sono stati tutti svegli più di lei oppure hanno mentito per qualche ragione? “Le rispondo dicendo che sono venuti tutti a testimoniare accompagnati da Costa Crociere, e non mi faccia andare oltre”, ha replicato Schettino.

ORE 12 - "HO INTERPRETATO IL SILENZIO COME ASSENSO": Incalzante il controesame della procura, che sta cercando di fissare alcuni punti cardine per ricostruire il disastro. Ad esempio perché, pur essendo in plancia, anche il comandante non si è accorto che la nave stava andando contro gli scogli. “Lei ha accusato i suoi ufficiali di essere rimasti vittima di un incantesimo, di non averle comunicato che cosa stava accadendo, ma lei quindi è rimasto vittima della stesso incantesimo? perché non si è accorto di che cosa stava accadendo?”. “Avevo dato degli ordini e dovevano essere seguiti. Stando tutti zitti, ho interpretato come una sorta di silenzio-assenso che tutto stesse andando bene”, è stata la risposta di Schettino.

ORE11.40 - "IMPRUDENZA NON SEGUIRE ROTTA CONSUETA": E’ sembrata essere la prima ammissione di responsabilità abbinata a un evento concreto e non generica, nell’ambito del naufragio. Rispondendo a una domanda del pm Stefano Pizza, che ha iniziato da pochi minuti il controesame di Francesco Schettino, l’ex comandante ha dichiarato “L’imprudenza, probabilmente, è stata quella di non avere seguito la rotta consueta. Quella che era stata prestabilita”. La rotta prestabilita anche per poter eseguire l’accostata al Giglio era stata tracciata dal cartografo Simone Canessa rpima della partenza da Civitavecchia e approvata dallo stesso comandante, prevedeva il passaggio a 0.5 miglia marine dalla costa. La Concordia è passata molto più vicina alla costa dell’isola.

ORE 11.24 - "SERVI' AVERE CORAGGIO": «Servì avere coraggio a stare sotto la Costa Concordia che stava ribaltando», «tranne le scialuppe e l'equipaggio della Concordia, nel mare del Giglio non ho visto altre scialuppe, imbarcazioni che fossero venute sotto la nave che stava abbattendo». Lo ha ricordato Francesco Schettino nel suo interrogatorio al momento di parlare delle fasi dell'abbandono della nave mentre la Concordia si ribaltava davanti al porto del Giglio dove si era fermata. Schettino ha anche ricordato che «non essendoci nessuno, tutti erano andati via, chiamai la capitaneria di Porto S.Stefano per dire che la nave si era abbattuta, e che, se c'è gente in acqua, venite a perlustrare la zona tra terra e nave. È l'unica cosa che potevo fare in quel momento» considerando che «ovviamente la nave in quella posizione, coricata su un fianco, ci mette del tempo per affondare».

ORE 11.11 - "PRONTO AD AVERE MIA QUOTA DI RESPONSABILITA'": «Sono pronto ad avere la mia quota di responsabilità»: così Francesco Schettino in un passaggio del suo interrogatorio, stamani, quando ha parlato delle operazioni di ammaino ed evacuazione della nave. Tuttavia il «successo dell'operazione dipendeva anche dagli uomini nei posti-chiave», ha aggiunto. Schettino lo ha detto in conclusione di interrogatorio da parte dei suoi difensori.

ORE 11.01 - SCHETTINO SI COMMUOVE: Abbassa il capo e si commuove per un momento Francesco Schettino quando, stamani, interrogato al processo di Grosseto, ha ricordato le fasi del definitivo ribaltamento della Concordia al Giglio e di come lasciò, su una scialuppa, la nave. «Purtroppo ci furono persone rimaste incastrate tra i terrazzini - ha detto aggravando il tono della voce e abbassando lo sguardo - Sono momenti indimenticati». «In quel momento tra morire, tuffarsi, cadere, sono andato sulla scialuppa», ha detto Schettino.