"Abbiamo attaccato la Francia, preso di mira la popolazione, dei civili, ma non c’era niente di personale". Queste le parole di Salah Abdeslam (nella foto ritratto durante l’udienza), principale accusato nel processo di Parigi per gli attentati del 13 novembre 2015 tra i quali quello al Bataclan, in apertura dell’udienza di ieri. "L’obiettivo – ha aggiunto – non è di rigirare il coltello nella piaga, ma di essere sincero". Per l’unico sopravvissuto dei kamikaze di quella sera, gli attentati erano una risposta "ai bombardamenti francesi sullo Stato islamico". "So che le mie frasi possono scioccare – ha continuato Salah – soprattutto delle anime sensibili. Ma il minimo è dire alle vittime la verità". "Quando François Hollande prese la decisione di attaccare lo Stato islamico – ha detto – sapeva che la sua decisione comportava dei rischi. Sapeva che dei francesi sarebbero morti". Salah Abdeslam aveva parlato praticamente per la prima volta dal suo arresto, avvenuto nel marzo del 2016, solo l’8 settembre scorso in occasione dell’apertura di quello che è stato definito dagli addetti ai lavori uno storico processo.