La principessa Catharina-Amalia, erede al trono dei Paesi Bassi, è nata il 7 dicembre del 2003
La principessa Catharina-Amalia, erede al trono dei Paesi Bassi, è nata il 7 dicembre del 2003
di Giovanni Rossi Un altro effetto collaterale del Covid: la principesse rinunciano agli appannaggi. Nel mondo rovesciato dalla pandemia stupisce – ma a ben vedere piace – la scelta di Catharina-Amalia, erede al trono dei Paesi Bassi, di congelare la ’paghetta’ da 18enne coronata pronta nel forziere di Stato. Il ’no, grazie’ è forte e chiaro. Il prossimo 7 dicembre, al compimento della maggiore età, Catharina-Amalia Beatrix Carmen Victoria, classe 2003, principessa d’Orange, dei Paesi Bassi e d’Orange-Nassau, non solo non incasserà l’indennità annuale di 1,3...

di Giovanni Rossi

Un altro effetto collaterale del Covid: la principesse rinunciano agli appannaggi. Nel mondo rovesciato dalla pandemia stupisce – ma a ben vedere piace – la scelta di Catharina-Amalia, erede al trono dei Paesi Bassi, di congelare la ’paghetta’ da 18enne coronata pronta nel forziere di Stato. Il ’no, grazie’ è forte e chiaro. Il prossimo 7 dicembre, al compimento della maggiore età, Catharina-Amalia Beatrix Carmen Victoria, classe 2003, principessa d’Orange, dei Paesi Bassi e d’Orange-Nassau, non solo non incasserà l’indennità annuale di 1,3 milioni di euro connessa al proprio rango, ma addirittura restituirà i 300mila euro annuo di reddito ordinario. Totale della rinuncia: 1,6 milioni di euro. Bum! Roba da ripetere le 101 salve di cannone sparate il giorno della nascita nei quattro angoli del Regno, dalle batterie di casa a Den Helder e L’Aia, a quelle di Willemstad e Oranjestad nei paradisi fiscali delle Antille e di Aruba.

"Il 7 dicembre 2021 compirò 18 anni e, secondo la legge, riceverò un’indennità. La cosa mi mette decisamente a disagio, almeno fino a quando potrò offrire così poco in cambio, a maggior ragione in un momento in cui altri studenti stanno vivendo un periodo molto più difficile a causa del Covid", scrive Catharina-Amalia nella lettera al premier Mark Rutte, frugale per definizione e quindi felicissimo dell’azione di rottura subito messa a protocollo.

"Voglio guadagnare quei soldi e non riceverli per diritto acquisito", aggiunge l’erede al trono, conscia del valore etico e mediatico della rinuncia, con una mossa win-win preziosa sia per la propria immagine di futura sovrana, sia per le sorti della famiglia reale già finita nel mirino del governo per i costi sopra la media. La monarchia olandese risulta infatti la più dispendiosa d’Europa, specie in relazione a territorio e popolazione. Il budget annuale di 47,5 milioni di euro – esclusi i viaggi di Stato, lo stipendio del re, le spese di manutenzione dei palazzi – appare spropositato a molti osservatori. E i sudditi reduci da un anno straordinario di restrizioni e privazioni – rispetto agli standard di un Paese libertario e egualitario per dna – ora non possono che applaudire la ragazza. Alla quale ovviamente nella vita non manca nulla, tanto meno l’intelligenza di guardare lontano e proiettarsi sul trono con una popolarità in grado di far rivivere i fasti di nonna Beatrice, l’amatissima sovrana sul trono fino al 2013 quando abdicò.

Catharina-Amalia, primogenita di re Guglielmo Alessandro (con fama di spendaccione) e della regina Maxima (argentina di ricca famiglia compromessa col generale Videla), ha appena concluso gli anni liceali al Christelijk Gymnasium Sorghvliet – scuola privata di ispirazione protestante – e ora dovrà decidere dove proseguire gli studi. Niente privilegi. La futura regina vuole una laurea vera.