Da Milano a Torino in meno di dieci minuti, il tempo di una pausa caffè. Da New York a Washington in mezzora, così c’è il tempo di scambiare anche due chiacchiere. Un futuro dei trasporti possibile con il supertreno a levitazione magnetica capace di superare i mille chilometri orari. Se ne parla da anni, ma ieri il prototipo della Virgin Hyperloop, facente capo al vulcanico Richard Branson, ha superato un test fondamentale, portando a termine la prima corsa passeggeri al mondo di una capsula a levitazione. Due i passeggeri, i dirigenti di Virgin Hyperloop Josh Giegel e Sara Luchian. Ancora relativamente bassa, al momento, la velocità: hanno viaggiato sul mezzo di...

Da Milano a Torino in meno di dieci minuti, il tempo di una pausa caffè. Da New York a Washington in mezzora, così c’è il tempo di scambiare anche due chiacchiere. Un futuro dei trasporti possibile con il supertreno a levitazione magnetica capace di superare i mille chilometri orari. Se ne parla da anni, ma ieri il prototipo della Virgin Hyperloop, facente capo al vulcanico Richard Branson, ha superato un test fondamentale, portando a termine la prima corsa passeggeri al mondo di una capsula a levitazione.

Due i passeggeri, i dirigenti di Virgin Hyperloop Josh Giegel e Sara Luchian. Ancora relativamente bassa, al momento, la velocità: hanno viaggiato sul mezzo di prova toccando i 172 chilometri all’ora, nel centro DevLoop dell’azienda a Las Vegas, in Nevada. Ma le potenzialità del supertreno arrivano teoricamente oltre i mille chilometri all’ora: due volte più veloce di un volo su jet e quattro volte rispetto a un attuale un treno ad alta velocità. Prestazioni possibili grazie al fatto che questi treni viaggiano attraverso tubi 'a vuoto', senza incontrare praticamente alcuna resistenza. Il che lo rende anche sostenibile da un punto di vista delle emissioni.

La tecnologia Hyperloop è stata teorizzata per primo da Elon Musk, patron di Tesla, già sette anni fa. Dopo alcuni passaggi, si è arrivati a Virgin Hyperloop One, di proprietà di Branson. L’azienda ha eseguito oltre 400 test senza passeggeri nel sito del Nevada e mira ad avviare le operazioni commerciali entro il 2030. Non è la sola società che lavora su questo tipo di tecnologia, ci sono anche la canadese Transpod e la spagnola Zeleros.

Il test – per il quale la società ha stanziato 500 milioni di dollari – si è svolto su un tracciato privato di 500 metri nel deserto. I due volontari si sono seduti all’interno di un cosiddetto pod, una sorta di ’navicella’, ribattezzato Pegasus o XP-2. La capsula è stata immessa in una camera di decompressione in attesa della creazione del vuoto. A quel punto la saracinesca si è aperta e il pod è entrato nel tubo, pronto a spostarsi sul percorso, che è stato coperto in poco più di 6 secondi. La velocità raggiunta (172 chilometri all’ora) è di gran lunga inferiore rispetto a quella toccata durante le prime 400 prove senza passeggeri (386 chilometri all’ora) oltre che a quella teoricamente prevista. Attualmente, il treno più rapido al mondo è lo Shanghai Maglev, che fluttua a 482 chilometri orari usando una tecnologia simile a Hyperloop per la levitazione magnetica, ma deve fare i conti con l’attrito, in quanto non viaggia nel vuoto.

"Non sembrava molto diverso dall’accelerare in un’auto sportiva. Questo è un passo di rilevanza storica", ha raccontato il 35enne Giegel al termine della prova. Il direttore tecnico di Virgin Hyperloop ha spiegato che il test era soprattutto volto a dimostrare la sicurezza della tecnologia, in quanto è la prima domanda che fanno sempre gli investitori. "Siamo persone qualunque, non astronauti: questo test dimostra che è un mezzo sicuro", ha sottolineato Giegel. Una preoccupazione, quella sulla sicurezza (oltre a quella sui costi) comunque legittima: le forze G (accelerazione di gravità) sono tre volte superiori a quelle sperimentabili su un aereo. Resta un altro dubbio, però. Chi glielo dice a Tom Cruise che stavolta non potrà ’cavalcare’ Hyperloop come fece con il Tgv francese in ’Mission Impossible’ (1996)?